Page 250 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Oltre al provvedimento per il porto di Napoli di fine  1942, il 1942
                 e 1943 ne videro parecchi altri che riguardavano il funzionamento dei porti.
                 Nell'A.S. venne istituita la Direzione operazioni di sbarco della Libia oc-
                 cidentale e il l  marzo  1942 venne nominato un Commissario Straordi-
                               0
                 nario per i porti della Cirenaica (Medici del Vascello), alle dirette dipendenze
                 del Comando Supremo, con il compito di provvedere alla loro rimessa in
                 efficienza  (con  particolare riguardo a  Bengasi),  e di coordinare i servizi
                 portuali < 25>.  Per abbreviare i percorsi marittimi in presenza della crescente
                 offesa  nemica e organizzare il  traffico  con la  Tunisia (ancora una volta,
                 tardivamente occupata) il 10 novembre venne costituita una Commissio-
                 ne  Allestimento  e  Imbarco anche a  Palermo.
                      Il 24 maggio  1943 entrarono in funzione  nei  porti metropolitani e
                 oltremare i  Comandi Superiori  dei  porti,  retti  da  ufficiali  di vascello  o
                 di porto con  pieni poteri per ottenere il massimo  rendimento dei  porti:
                 ''la tardività di questi provvedimenti non permise di ottenere apprezzabili migliorie
                 nei  servizi portuali'' (26).
                      Oltre ad essere tardivi, questi provvedimenti eliminarono solo  par-
                 zialmente gli inconvenienti nel funzionamento dei porti. Kesselring scris-
                 se  nelle  sue memorie:
                        "della  cosa  si occupò  anche  il Reichsleiter Kaulfmann,  Commissario per
                        la  costruzione  delle  navi mercantili,  allo  scopo  di  eliminare  i difetti più
                        evidenti: la situazione divenne migliore,  ma non del tutto soddisfacente.  Le
                        operazioni di carico  e scarico si svolgevano con  un ritmo troppo  lento,  e la
                        cooperazione  tra  i vari servizi lasciava  molto  a desiderare.  Gli allarmi
                        aerei si prolungavano oltre misura; le merci scaricate rimanevano giacenti
                        sulle banchine per molto tempo,  e talvolta finivano per diventare preda di
                        attacchi aerei.  Soltanto  dopo  molte tergiversazioni si poté ottenere un  ade-
                        guato servizio di artiglieria controaerei fornito quasi interamente dalle for-
                        ze  armate  tedesche'' < 2 7>.
                      Non consentì di  ottenere apprezzabili miglioramenti nemmeno l'e-
                 manazione da parte dell'Ufficio Trasporti dello S.M.E. (cioè: la Direzione
                 superiore trasporti) della Pub. n.  4283, Regolamento sul servizio dei trasporti


                 (25)  Vi è traccia del provvedimento nel Diario di Cavallero (22 febbraio  1942). Nell'af-
                     fidare l'incarico a Medici del Vascello, Cavallero precisa che "si tratta di una opera-
                     zione  bellica"  (U.  Cavallero,  Diario,  Roma,  Ciarrapico,  1984,  p.  345).
                 (26)  U.S.M.M.,  La Marina ...  cit.,  p.  316-317.
                 (27)  A.  Kesselring,  Memorie  di  guerra,  Milano,  Garzanti,  1954, p.  112.


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