Page 253 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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flotta mercantile che si assottiglia sempre più, vi insacca i materiali, vigila
e suggerisce le rotte per evitare gli agguati sottomarini e a ogni carico che
finisce in mare riannoda il giorno successivo, con altre navi, con uguale
tenacia, questo filo che corre dall'Italia alla Libia. Motozzattere, velieri,
sommergibili, aerei, ogni mezzo viene messo al servizio di questa battaglia.
Purtroppo essa è perduta in partenza. L 'ultimo plenilunio di agosto è l'ul-
timo plenilunio della guerra e la luna non può attendere. Cavallero -
rilevano i suoi critici - è in ritardo di sei mesi, quelli che ha speso devian-
do artiglierie, autocarri, mtmizioni. anticarri in Russia. La quale, prima
di inghiottire nel suo mare di fango centomila uomini dell'armata, ha ar-
restato l'avanzata italo-tedesca in Africa, impedendole di raggiungere il
canale, ha distrutto sei divisioni italiane prive di automezzi e abbandonate
nella ritirata, dopo lo sfondamento del fronte di el-Alamein. L 'Armata
italiana in Russia servì agli inglesi più di quanto non abbiano concorso
alla difesa di el-Alamein le truppe provenienti dall'India, dalla Siria, dal-
l'Irak a sostegno dell'VIII Armata" (3ll.
Dopo aver tracciato questo complesso quadro, è ora possibile riepi-
logare brevemente- ad integrazione degli elementi già forniti -l'anda-
mento del traffico marittimo nell'anno. Per fare questo ci avvarremo
principalmente dei dati statistici riportati nei citati volumi dell'Ufficio Sto-
rico Marina Militare, La Marina Italiana nella seconda guerra mondiale (Vol.
XXI, Tomo I e Il) e La difesa del traffico con l'A.S. da ottobre 1942 alla caduta
della Tunisia, integrandoli con i contenuti del libro di Macintire e dei Dia-
ri di Cavallero e Kesselring. Non mancano certo i dati statistici: va da
sé che essi vanno valutati con prudenza, senza far dire loro ciò che non
possono dire. Il primo dato certo è la crisi progressiva e irreversibile dei
trasporti marittimi nella seconda metà dell'anno, che fa denominare al-
l'ammiraglio Fioravanzo, come si è visto, "rotte della morte" quelle per la
Tunisia e la Libia. Nella prima metà dell'anno 1942 invece, grazie soprat-
tutto all'apporto delle forze aeree tedesche spostate nel Mediterraneo a fi-
ne 1941 e alla neutralizzazione di Malta, "passò" più o meno tutto ciò
che partì dai porti italiani.
Occorre, anzitutto, mettere a confronto due versioni opposte. Com-
mentando la "Battaglia Navale di Mezzo Giugno" 1942 conclusasi con
l'arrivo a Malta di soli 2 piroscafi inglesi su l 7, il Macintire afferma che
(31) G. Bucciante, I generali della dittatura, Milano, Mondadori, 1987, p. 525.
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