Page 257 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Gravissima carenza,  dunque,  di  naviglio  di  scorta a  fine  1942, che
           impose tra l'altro il ricorso a piccoli convogli, da vedere non come discu-
           tibile scelta (così pensano taluni) ma come unica possibilità residua. Dalla
           storia ufficiale della  Marina si  possono trarre i seguenti dati significativi
           sulle  costruzioni  di  naviglio  sottile  durante  la  guerra.

                Torpediniere.  Tra il 1941 e il  1943 ne furono impostate 32. Ne entra-
           rono in servizio solo  15 da scorta (10 nel1942, 5 nel1943), più una silu-
           rante (nel  1943) < 41>.  Nella  riunione  del 29 gennaio  1943  con  Mussolini
           l'ammiraglio Riccardi diede le seguenti cifre: esistenza (  1940) 55; perdute
           27;  costruite  17,  quindi  perdita  del  50% < 42 >.
                Cacciatorpediniere.  Ne furono impostati  16 ma ne entrarono in servi-
           zio  solo  5 (tutti  nel  1942) < 4 3>.  Nella citata riunione l'ammiraglio Riccar-
           di diede le  seguenti cifre:  esistenza nel  1940,  59, perduti 33, costruiti 8,
           quindi  perdita  del  56% (44>.
                Corvette.  Ne furono impostate 60, tutte tra il  1942 e il  1943. Di esse
           ne  entrarono  in  servizio  solo  29  (delle  quali  solo  8  nel  periodo  ottobre
           1942 - gennaio  1943 e tutte le  altre  nel prosieguo  del  1943 < 45 >.  Di con-
           seguenza all'inizio del 1943 erano in servizio solo  5 corvette, anche se Su-
           permarina all'epoca afferma va che ''quanto più grande è il numero delle corvette
           tanto  maggiore  è la  sicurezza  della  navigazione'' <46).
                Riguardo alle navi mercantili, il Ministro delle Comunicazioni, Host
           Venturi, nella citata riunione del29 gennaio 1943 affermava che "per ogni
           nave che costruiamo  6 ne sono  affondate" < 47 >.  Tuttavia, a suo giudizio si  pote-
           va guardare con una certa serenità alla situazione per effetto della (spera-
           ta) disponibilità di 400.000 t di  naviglio francese.  Sempre secondo i dati
           contenuti  nel  citato  Vol.  XXI  - Tomo  II:

           -  durante il conflitto entrarono in servizio 47 navi mercantili (su 59 pro-
              grammate) per un totale di 265.000 t, peraltro "non tutte adatte ai traf
              fici  mediterranei  in  tempo  di  guerra";



           (41)  U.S.M.M.,  op.  cit.,  Vol.  XXI,  Tomo  II,  p.  116-118.
           (42)  C.  Favagrossa,  op.  cit.,  p.  289.
           (43)  U.S.M.M.,  op.  cit.,  Vol.  XXI,  Tomo  Il,  p.  115-116.
           (44)  C.  Favagrossa,  op.  cit.,  p.  289.
           (45)  U.S.M.M.,  op.  cit.,  Vol.  XXI,  Tomo  II,  p.  121-122.
           (46)  lvi,  p.  137.
           (47)  C.  Favagrossa,  op.  cit.,  p.  293.


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