Page 254 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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il carico di quei due piroscafi fu sufficiente per alimentare Malta fino al-
l'arrivo del prossimo convoglio e al definitivo sblocco della situazione a
favore degli inglesi. E conclude:
"Compito preliminare essenziale era d'impedire che navi cariche di rifor-
nimenti raggiungessero l'isola, un compito che la Marina e l'Aviazione ita-
liana in questo momento avrebbero potuto assolvere stante la loro decisa
superiorità sul nemico. In questo mancarono ed è pertanto loro la maggiore
responsabilità del risultato della battaglia del Mediterraneo" <3 2>.
Questa affermazione viene contestata a piè pagina dal Cocchia, se-
condo il quale nell'estate 1942 il baricentro della guerra nel Mediterraneo
si spostò nel bacino orientale, dove il traffico diretto ai porti della Cire-
naica incontrò non più il contrasto degli aerei di Malta, ma quello - ben
più possente - dell'aviazione che partiva dai campi egiziani (dove, sin
da maggio, fo'rti formazioni aeree americane si stavano affiancando alle
già cospicue forze aeree britanniche). E il Cocchia aggiunge:
"Nonostante ciò le perdite di naviglio italiano e tedesco, nei mesi di luglio,
agosto, settembre 1942, furono sempre contenute in limiti tollerabili: il guaio
è che la portata dei mercantili che partivano dalla Grecia o dall'Italia
per la Cirenaica (e che molto spesso giungevano a destinazione) non poteva
mai essere sfruttata completamente perché i materiali bellici e i carburanti
difettavano grandemente già nelle sedi di partenza ... E se poi i carichi fos-
sero stati di maggiore entità e i piroscafi arrivati in numero più elevato,
i porti di Tobruk, Derna, Bengasi non avrebbero potuto scaricar/i in un
ragionevole intervallo di tempo ... Il problema, in sostanza, era sì problema
operativo, ma era prima di tutto problema logistico" (33>.
Queste affermazioni del Cocchia vanno confrontate con i dati, di ben
altro tenore, desumibili da fonti diverse, che inducono a valutare più at-
tentamente sia ciò che venne perduto da luglio a settembre 1942, sia co-
me venne perduto e le possibilità di reintegrare le perdite. Il generale
Mara vigna accennò a un gran rapporto tenuto da Mussolini nel settembre
1942, nel quale il dittatore, dopo aver accennato alle crescenti difficoltà
dei rifornimenti per l'Africa, giustifica va con questa ragione l'arresto del-
l' offensiva di Rommel a el-Alamein e affermò:
(32) D. Macintire, op. cit., p. 214.
(33) lvi, Note a p. 214 e 215.
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