Page 255 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 255
"sul mare avevamo assistito impotenti all'affondamento di tutte le navi-
cisterna portanti la preziosa benzina, elemento primo di manovra nel de-
serto. Il mare aveva inghiottito ben 900.000 t di naviglio mercantile e
il percento delle perdite non accennava a diminuire, anzi aumentava do-
vendo tenere in movimento un numero maggiore di navi ... In quel momento
tenevano il mare 190 navi per bisogni militari e "lO 5 per quelli civili"
[nostra evidenziatura- N.d.A.]; mentre la deficienza crescente delle ma-
terie prime e del carburante solido e liquido, nonché dell'elettricità, impedi-
va di colmare le perdite, andando assai a rilento la costruzione di nuove
navi. Per contro, in Inghilterra, ogni l O giorni usciva una nave dai
cantieri" <3 4>.
Dal libro di Historicus Da Versailles a Cassibile - l'unica opera che,
sia pure in modo sommario, traccia un quadro logistico delle vicende del
conflitto - risulta che in agosto venne affondato 115 del tonnellaggio in-
viato in Libia (cioè 45.000 t su 253.000). Il materiale perduto era però
in buona parte quello più pregiato (15.000 t di combustibili; 2600 di au-
tomezzi e materiali automobilistici; 1115 t di artiglierie e munizioni) < 35>.
A fronte di queste difficoltà di rifornimento destinate a crescere con il tem-
po, 1'8a Armata inglese nello stesso periodo ricevette 400.000 t di mate-
riali al mese, impiegava nelle retrovie 900.000 soldati e 500.000 civili,
e tenne inoltre altri 1,5 milioni di civili sotto contratto (36)_
Lo stesso ammiraglio Cocchia ricorda alcune cifre, desunte dal Vol.
VIII della serie La Marina italiana nella seconda guerra mondiale: a) traffico
con la Libia ottobre 1942 - gennaio 1943, percento del carico arrivato:
55,8 in ottobre 1942, 74,1 in novembre, 47,8 in dicembre, 31,2 in gen-
naio 1943; b) traffico con la Tunisia: dal 100% del novembre 1942 si
scese gradualmente al 23,3% del maggio 1943, con una percentuale glo-
bale del29,9% di materiali, del 7,1% di uomini perduti (per il trasporto
del personale furono impiegati in prevalenza cacciatorpediniere; arriva-
rono a destinazione 72.000 uomini su 77.000). Cocchia aggiunge che tra
Italia e Tunisia dal novembre 1942 al maggio 1943 navigarono comples-
sivamente 429 piroscafi-viaggio. Se ne persero in mare 85 più 15 motove-
lieri, mentre altri 65 piroscafi e 85 motovelieri si persero in porto. In totale,
quindi, su 429 piroscafi-viaggio se ne persero 154, cioè il 35% <37>.
(34) G. Maravigna, Come abbiamo perduto la guerra in Africa, Roma, Tosi, 1949, p. 361.
(35) Historicus, Da Versailles a Cassibile, Bologna, Cappelli, 1954, p. 181.
(36) Maresciallo Alexander, op. cit., p. 29.
(37) D. Macintire, op. cit. (Note a p. 273-274).
253

