Page 260 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Evidentemente, la sotto-utilizzazione della capacità di carico delle navi
                dipendeva  da una serie di  variabili difficilmente eliminabili e  non  dalla
                mancanza di materiali da caricare indicata dal Cocchia e in tempi recenti
                da altri, mancanza alla quale l'autorevole compilatore del volume (ammi-
                raglio  Fioravanzo)  neppure accenna.
                     In questa situazione, non v'è troppo da sorprendersi se in data 6 no-
                vembre  1942  Cavallero  annotava  nel  suo  diario:

                        "Telefono  a Riccardi  [Capo  di S.M.  della  Marina -N.d.A.}. Miri-
                        sponde che nulla può fare e che se perderemo la Tripolitania la storia docu-
                        menterà che si è fatto tutto il possibile per evitarlo ... A Kesselring devo ripetere
                        che qualunque tentativo di trasporti ora ci porterebbe alla perdita di tutto
                        il naviglio ... , se  non  alimentiamo  Tripoli,  perduta  l'armata  di  Rommel
                        è perduta  anche  la  Tunisia.  L'Amm.  Sansonetti  obietta  che  se perdiamo
                        cinque cacciatorpediniere perdiamo la flotta...  Si conclude decidendo  che il
                        massimo dei rifornimenti sia avviato con aerei ...  Tenteremo l'invio del solo
                        FOSCOLO con tempo cattivo, previo rinforzo di mitragliere e proiettori" (51)_
                     Un ultimo documento significativo sono i Verbali delle  riunioni tenute
                dal Capo  di S.M.  Generale nel 1943 <5 2 l,  (dedicate in massima parte ai con-
                vogli),  dai  quali  in  estrema  sintesi  si  deduce  che:
                    nel maggio  1942 l'aviazione dell'Asse ebbe pesanti perdite su Malta.
                    Da allora l'isola si rafforzò progressivamente e rimase una preoccupa-
                    zione  costante e  crescente  per l'Asse,  anche  dopo la conquista di  el-
                    Alamein  e  la  possibilità  di  spostare  le  rotte  ad  Est;

                    un'altra preoccupazione costante fu la benzina, non solo per l'A. S.  ma
                    per le  navi  e  aerei  di  scorta;

                    non si accennò mai, in tali riunioni, alla scarsità di materiali partenti
                    dall'Italia  che  costringeva  a  far  partire  navi  semivuote;
                    anche nei mesi che le statistiche indicherebbero come i più favorevoli,
                   gli attacchi e pericoli per i convogli erano gravi e intensi e ponevano
                    gli Stati Maggiori di fronte a una serie di problemi estremamente com-
                    plessi, per combinare insieme esigenze logistiche e operative. Non era
                    possibile una pianificazione di lunga  mano,  e si  viveva alla giornata
                    mettendo  insieme  quello  che  ognuno  poteva  dare;



                (51)  U.  Cavallero,  op.  cit.,  p.  611-612.
                (52)  U.S.S.M.E.,  Roma,  1985  (a  cura  di  Biagini,  Fratollillo  e  Saccarelli).


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