Page 252 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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15  settembre  1942, cioè  quando stava  ormai incominciando la  crisi
                    irreversibile dei trasporti per l'Africa ed era imminente l'offensiva in-
                    glese  di  el-Alamein) (28)_
                     Quest'ultimo Comitato era evidentemente, il più importante, perché
                era l'unico interalleato e l'unico  che  riunisse stabilmente e giornalmente
                i quattro protagonisti principali della guerra dei convogli (Marina italia-
                 na e germanica, quest'ultima pur presente anche se  con un apporto infe-
                 riore; Aeronautica italiana e germanica). Era presieduto dal Sottocapo di
                S.M.  della Marina e il  suo compito essenziale era di  "esaminare i problemi
                inerenti alla protezione e organizzazione dei trasporti, per giungere a un'intesa sulle
                linee fondamentali e sull'esecuzione dei trasporti". Le decisioni del Comitato per
                quanto concerneva  il  movimento  ordinario dei  convogli  avevano  valore
                esecutivo, sempre che fossero prese di comune accordo; in casi dubbi, de-
                 cideva  il  Comando  Supremo.
                     Come funzionava, l'intero sistema, dove non mancavano certo nuovi
                 organismi, sia pure creati con inspiegabile ritardo? Dal diario di Cavalle-
                 ro  e  dai  Verbali  delle  riunioni  tenute  dal Capo  di  S.M.  Generale  nel  1942 < 2 9)
                 si deduce il costante e giornaliero intervento delle più alte Autorità milita-
                 ri italiane e tedesche che si riunivano per lubrificare e spingere il sistema
                 (evidentemente,  ce  n'era bisogno).  Tre i  protagonisti  principali:  Kessel-
                 ring, che manovrava lo strumento più potente, cioè l'Aeronautica tedesca,
                 Cavallero, che faceva quel che poteva e l'ammiraglio Sansonetti, che si sfor-
                 zava di far fronte a una situazione difficile. Il generale Mancinelli, a ragio-
                 ne, affermava che Kesselring finì con l'avere, di fatto, "una specie di supervisione
                generale sui trasporti il cui svolgimento era effettivamente condizionato dall'attività
                operativa delle forze  aeree ai suoi ordini" (30)_  Per quanto riguardava Cavalle-
                 ro,  condivisibile la sintesi  che il Bucciante faceva  della  sua attività -  o
                meglio  iperattività  -  nel  1942:

                        "Richiama  il capo  di stato  maggiore  dell'aeronautica,  generale  Fougier,
                        che si era fatto sostituire alle riunioni per la formazione dei convogli,  come
                        uno scolaro che ha marinato la scuola.  Si è disfatto su due piedi del prede-
                        cessore,  generale  Pricolo.  È lui che  ogni  giorno  tira fuori  le  navi di  una



                 (28)  Sull'organizzazione della Marina per il traffico si veda G. Califano, "L'Ufficio Traffico
                     di Su per marina e l'organizzazione dei trasporti oltremare", Bollettino d' A1·chivio Ma-
                     rina  Militare,  Anno  III  ·  marzo/giugno  1989.
                 (29)  U.S.S.M.E.,  Roma  1985,  Vol.  III,  cit.
                 (30)  G.  Mancinelli,  op.  cit.,  p.  45.


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