Page 240 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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i danni che ne potevano derivare sarebbero stati forse superiori ai vantag-
                       gi ...  Consigliavo  di  attendere  la fine  della  guerra"(sic) 0 2>.

                    A che sarebbe servito il provvedimento alla fine della guerra? Certo,
                cambiare i cavalli in mezzo al guado non è una buona tattica. Ma c'erano
               molte altre scelte nel  1942? E nel caso del  1915-1918, non si era già fatto
                -  con  buoni  risultati  -  più  o  meno  altrettanto?
                    A fine  1942 fallì anche il tentativo di Mussolini e Cavallero- tardi-
               vo e debole come al solito -  di coordinare meglio la produzione aeronau-
               tica,  adottando  il  modello  tedesco.  Alberto  Pirelli  scrisse  nel  suo  diario
                (17-18  dicembre  1942):

                       "Mussolini  ha  chiesto  a  Cini  su  suggerimento  di  Cavallero  di diventare
                       il presidente di un comitato italo-tedesco per l'organizzazione della produ-
                       zione aeronautica in Italia (ci dovrebbe essere pro forma  un parallelo comi-
                       tato in  Germania).  Cini ha chiesto tempo per esaminare la situazione con
                       Fougier [Capo di S.M. dell'Aeronautica - N.d.A.} e Favagrossa e mi
                       fa  leggere  la  sua  lettera  odierna a Mussolini  in  cui  rifiuta per ...  incom-
                       petenza" (13).
                    Criticabile tendenza al disimpegno visto che le sorti della guerra era-
                no  ritenute ormai segnate,  dignitoso  rifiuto del velato  controllo tedesco,
                o semplice e non isolata  manifestazione della  tendenza a  lasciare le  cose
               come  stavano,  senza  lacci  e  laccioli  per l'industria?
                    A guerra ormai perduta -  altro classico esempio dei provvedimenti
                ritardati  e perciò privi in gran parte di  efficacia  che  caratterizzarono la
               condotta della guerra a cominciare dal 1942- con i R.D. 6 febbraio 1943,
               n.  24 e  12  febbraio  1943, n.  25  venne finalmente costituito il Ministero
               della  produzione bellica.  11  nuovo  Ministero  alleggeriva  il  Comando Su-
               premo di talune attribuzioni fino  a  quel momento svolte personalmente
                da Cavallero,  e contemporaneamente assegnava allo stesso Comando Su-
               premo un nuovo e più importante ruolo, che Cavallero aveva cercato già
                di  svolgere.  L'Art.  2,  infatti,  recita  che:
                       ''gli  Stati  Maggiori  determinano  i fabbisogni  delle  Forze  Armate;  il Co-
                       mando  Supremo,  avvalendosi del  Comitato  Superiore  Tecnico  delle  Armi
                       e Munizioni  coordina  e vaglia  le  richieste  di  mezzi  e materiali  bellici  e
                       inoltra  al Ministero  della produzione  bellica  quelle  di  sua  competenza''.



                (12)  C.  Favagrossa,  Perché perdemmo  la  guerra,  Milano,  Rizzoli,  1946,  p.  39.
                (13)  A•.  Pirelli,  op.  cit.,  p.  381.


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