Page 233 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Per ultimo, va messo bene in evidenza che la battaglia di el-Alamein
fu una classica battaglia di logoramento - quindi, logistica - sul tipo
della prima guerra mondiale. Vinse non chi era più geniale e valoroso,
ma chi aveva più carri armati, cannoni, automezzi aerei e rifornimenti
- e, naturalmente, più divisioni - da gettare nella mischia (7)_ Notiamo
anche che - come già avvenne nelle gigantesche battaglie del 1942 sul
fronte orientale - aerei e carri armati non erano più strumenti del Blitz
Krieg del 1940-1941, ma semplici pedine della guerra di logoramento e
logistica, con l'unica variante- rispetto al 1915-1918- che l'attaccan-
te ad el-Alamein badò a risparmiare uomini e impegnò senza risparmio
in una progressione metodica - con enorme consumo di munizioni -
il fuoco di artiglieria (ricomparirono le dispendiose "cortine mobili" del-
la prima guerra mondiale) e una profluvie di materiali, dando ragione in
ritardo - con la tattica di Montgomery- al tipo di prudente e metodica
offensiva basata sul fuoco che i generali francesi teorizzavano negli anni
Trenta.
Da tutte queste considerazioni, fin d'ora si può legittimamente de-
durre che, una volta dato il suo giusto posto alla logistica, nonostante il
carro armato, la motorizzazione su vasta scala, il radar, la radio e le masse
di bombardieri strategici douhetiani ecc., la seconda guerra mondiale fu
una guerra di logoramento come e ancor più della prima, guerra che l'Ita-
lia perse nel momento stesso in cui - diversamente dal 1915 - scelse
l'alleato logisticamente sbagliato.
Questa scelta dimostrò tutta la sua valenza negativa proprio a parti-
re dalla seconda metà del 1942. E, in senso lato, dimostrò anche la piena
validità delle previsioni di un nemico della guerra breve e delle machines
à finir de la guerre, quale è stato, negli anni Trenta, l'economista tedesco
Possony < 8>.
(7) Questo lo riconosce lo stesso maresciallo Alexander, che nelle sue memorie scrive:
"El Alamein è stata una battaglia che, anche se combattuta con armi moderne, richiama molto
lo stile delle battaglie della prima gtterra mondiale in Francia, ma con una grande differenza.
Le perdite furono in media di poco pitÌ di mille uomini al giorno: nella prima giornata della
battaglia della Somme, ne/luglio del 1916, ammontarono a cù·ca 60.000" (Memorie del Ma-
resciallo Alexander 1940-1945, Milano, Garzanti, 1963, p. 42).
(8) Cfr. S. H. Possony, L'economia della guerra totale, Torino, Einaudi, 1939, p. 121-142.
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