Page 387 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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che richiesero molti materiali e lavoro, non dico tutti sottratti a lavori più
           urgenti e necessari,  ma a  proposito del Cavour  fu  certo questo il caso.  Il
           rientro di questa corazzata in linea non avrebbe portato alcun vantaggio
           alla situazione del naviglio, ormai falcidiato nelle sue componenti più es-
           senziali quali gli  incrociatori e i cacciatorpediniere, e una vecchia coraz-
           zata  riattata,  poco  o  nulla  avrebbe  significato.
                Proprio a proposito del Cavour,  La Direzione Generale delle Costru-
            zioni Navali e Meccaniche, che aveva chiesto di cessare l'impiego o di spo-
            stare materiali preziosi verso unità navali più necessarie anziché riservarli
            alla corazzata, ricevette questa risposta del 3 aprile 1943 da parte del sot-
            tosegretario  di Stato  alla  Marina:
                   " ... le  analoghe  richieste  hanno  avuto  identica  risposta  da  S.E.  il Mini-
                   stro ... pur rendendosi conto delle necessità cantieristiche e dei fabbisogni d'im-
                   piego  Egli  ritiene  che  in  questo  caso  vi siano  delle  esigenze politiche  e di
                   prestigio verso l'alleato e il nemico che obbligano al più rapido ritorno ope-
                   rativo della  R.  Nave  CA VOVR ...  Di conseguenza  nessuna diversione di
                   materiali nel senso indicato può essere autorizzata per espressa disposizione
                   di  S.E.  il Ministro".

                 Sul totale lavorato  di  623.000 tonnellate,  escluse le  costruzioni mi-
            nori e speciali- quali i sommergibili tipo "CC", "CB", "CM", i mezzi
            d'assalto, ecc. -  il naviglio militare rappresentò il 57% e quello comple-
            tato sino alla data dell'armistizio fu  il24%: non meravigli questo perché
            la massima quota di nuove costruzioni navali si concentrò negli anni 1942
            e 1943: senza contare altre categorie di naviglio, all'8 settembre 1943 era-
            no in varie fasi di costruzione undici cacciatorpediniere, diciassette torpe-
            diniere, trentadue corvette e ventinove sommergibili, senza contare il Cavour,
            sette incrociatori leggeri  e le  due  navi  portaerei.  Per l'Italia cantieristica
            e industriale fu  davvero un grande lavoro, con una produzione mai rag-
            giunta prima. In parte ciò fu anche dovuto all'introduzione di nuove tec-
            niche costruttive quale, tanto per citarne una, dell'impiego estensivo della
            saldatura degli  scafi  e delle sovrastrutture e quella  dell'impiego di mate-
            riali  leggeri  compositi o  meno.
                 Nelle  costruzioni militari privilegiati  furono  il  naviglio  di  scorta  e
            sottile, i sommergibili e il naviglio veloce da combattimento. A proposito
            del  naviglio  minore non va  sottovalutato l'apporto  di  lavoro  di  arsenali
            e cantieri nell'attrezzare numerose piccole unità da pesca e da diporto per
            compiti di dragaggio, di vigilanza e di scorta costiera,  nonché la trasfor-
            mazione di un certo  numero di  navi mercantili in incrociatori ausiliari.


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