Page 388 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Con le  costruzioni  di guerra la  Regia  Marina tornò  al  concetto  dei
                cacciatorpediniere di elevato dislocamento, con le unità della classe "Co-
                mandanti Medaglia d'Oro" da 2950 t e artiglierie da 135 mm. Ne furono
                previsti  ben 20,  si  fece  a  tempo  ad impostarne 9,  ma  nessuno  entro in
                servizio. Lo stesso fu per una parte dei caccia della seconda serie della classe
                "Soldati": previsti in dodici,  impostati in sette,  ne entrarono in servizio
                cmque.
                     Proprio in considerazione del fatto che c'era urgenza di cacciatorpe-
                dieniere, ma che la loro costruzione richiedeva tempi abbastanza lunghi,
                la  Marina tornò ad una vecchia soluzione risalente alla prima metà degli
                anni Trenta: affidare a numerose unità sottili veloci siluranti alcuni com-
                piti dei caccia.  Fu varato così il  programma delle torpediniere d'attacco
                della  classe  "Ariete", di cui ne furono previste ben 42,  ne  furono  impo-
                state 16 e completata solo una. Impegno di grande rilevanza fu  quello po-
                sto nella costruzione di naviglio antisommergibile, dei quali la Regia Marina
                mancava  quasi  totalmente  ad eccezione  di  quattro avvisi  scorta.  Quelle
                del tempo di guerra furono  delle eccellenti realizzazioni: gli  avvisi scorta
                della classe "Ciclone" furono  sedici e completati in quindici; le corvette,
                le indimenticabili corvette della classe "Gabbiano", furono programmate
                in  numero  di  sessanta,  ma solo  ventotto  riuscirono  a  prendere il  mare.
                Costruite per avere un'esistenza "spendibile" di sei mesi rimasero in ser-
                vizio  sino al  1981  con  il  loro  ultimo esemplare  che  fu  l'Ape.  Iniziate ad
                entrare in  servizio  solo  dall'ottobre  1942, resero  eccellenti servizi,  equi-
                paggiate con efficienti armi "antisom", apparati motori elettrici per la na-
                vigazione  silenziosa,  ecogoniometri,  buon  armamento  antiaereo.  Buoni
                risultati furono anche ottenuti con la· costruzione del n a vi gli o minore ve-
                loce, quali le vedette antisommergibili, ma soprattutto le motosiluranti che
                permisero di superare i ridotti limiti d'impiego dei MAS. Le motosiluran-
                ti derivavano dai progetti e dalle esperienze delle Schnellboote tedesche, ma
                risultarono unità di così buone caratteristiche che alcune di esse, rimoder-
                nate,  rimasero  pienamente operative sino  al  1978. Importante fu  la  co-
                struzione,  di  progetto  tedesco,  delle  numerose  motozattere  "MZ"  che,
                destinate alla inattuata operazione di sbarco a Malta, svolsero un impor-
                tante lavoro di traffico costiero lungo le coste dell'Africa settentrionale si-
                no a ridosso delle prime linee, e poi nelle acque nazionali, rimanendo ancora
                in  servizio  per moltissimi  anni,  alcune fino  a  poco  tempo  fa.
                     Si consideri inoltre il fatto che l'industria cantieristica italiana conti-
                nuò a lavorare anche dopo 1'8 settembre 1943, se pur per conto della Ma-


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