Page 389 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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rina germanica, e riuscì a completare un numero importante di unità, tra
            cui diverse torpediniere d'attacco della classe ''Ariete'' e un certo numero
            di  corvette.

                 Nel settore del naviglio subacqueo, le costruzioni di guerra riguarda-
            rono l'impostazione o la raccolta di materiali per cinquantadue sommer-
            gibili: furono completati tredici battelli della classe "Acciaio", otto dei dodici
            impostati  della classe  "Tritone", purtroppo nessuno  dei  quindici  impo-
            stati della  classe  "Bario". Tutti sommergibili del tipo da media crociera
            su cui era stato fatto  tesoro delle esperienze di guerra dei battelli italiani
            e tedeschi.  Per i tipi da grande crociera ci  si  rivolse a  quelli  destinati al
            trasporto di materiali tra le coste adantiche della Francia e l'Estremo Orien-
            te,  ma dei dodici avviati alla  costruzione,  solo  due poterono essere com-
            pletati.
                 Le realizzazioni costruttive furono dunque apprezzabili sia in nume-
            ro sia in qualità. Oltretutto c'è da osservare che ciò fu anche possibile per
            l'aumento di produttività dei cantieri, fatto da considerarsi straordinario
            in considerazione delle condizioni di guerra in cui si  trovavano l'Italia e
            la sua economia; i tempi medi di costruzione di un cacciatorpediniere del-
            la classe "Soldati" furono di sedici mesi e dieci giorni, contro i dicianno-
            ve mesi e venticinque giorni di un caccia della prima serie della stessa classe
            costruito prima della guerra. Le torpediniere prebelliche della classe "Spi-
            ca" avevano avuto un tempo di costruzione unitario medio di sedici mesi
            e ventisette giorni: l'unità del tempo bellico  che ne voleva rappresentare
            il proseguimento, l'Ariete, fu  costruita in  13 mesi. Per costruire un avviso
            scorta della classe "Ciclone" ci vollero mediamente diciassette mesi e tre-
            dici giorni, ma per costruire i loro predecessori della classe  "Pegaso" ce
            n'erano  voluti ventiquattro.
                 I tempi furono pressoché eguagliati tra costruzioni prebelliche e bel-
            liche nelle  categorie dei  sommergibili e degli  incrociatori leggeri.  I  som-
            mergibili  prebellici  dell'ultima  serie  della  classe  "600",  i  cosiddetti
            "africani" dal nome di località etiopiche che portavano,  avevano  richie-
            sto  un tempo medio di  costruzione  di  dodici  mesi  e venti giorni,  i loro
            immediati successori del tempo di guerra, i battelli della classe "Tritone"
            e quelli della classe "Acciaio", richiesero diciassette mesi e quindici gior-
            ni i primi, e tredici mesi e tredici giorni i secondi. Vi influirono difficoltà
            di reperimento di materiali particolari e di apparati, propri dei sommer-
            gibili. Tuttavia il risultato rimane di rilievo. I tre piccoli incrociatori della
            classe  "Capitani Romani", i soli  completati durante i tre anni di  guerra


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