Page 390 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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considerati, furono completati in media nel giro di trentanove mesi, tanti
quanti se ne impiegarono per costruire a suo tempo i primi incrociatori
della classe "Condottieri" serie "Da Barbiano".
Per le unità di nuovo tipo, si arrivò a costruire le motozattere "MZ"
in sessanta giorni e anche meno, mentre le corvette ebbero un tempo me-
dio di costruzione di dieci mesi.
Conclusione
Le costruzioni navali del tempo di guerra non furono tali e tante da
poter influire sull'andamento delle operazioni navali, ma consentirono al-
la Marina di riempire alcuni dei molti vuoti provocati dalle vicende belli-
che e di riparare, se pur tardivamente, ad alcuni errori e manchevolezze
di cui soffriva la composizione delle forze navali sin dal primo giorno di
guerra. I risultati furono comunque ben al di sopra di qualsiasi rosea pre-
visione dei piani e dei programmi predisposti prima della guerra. I mate-
riali, per quanto necessario e pur con traversie di vario genere, furono
messi a disposizione e l'industria cantieristica fece più del suo meglio per
dare alla Marina operante tutto ciò che fu possibile dare: gli equipaggi
fecero valorosamente la loro parte sul mare, altrettanto la fecero gli operai
e i tecnici nei cantieri. Lo studio di quegli anni non lo dovrebbe dimenticare.
Una considerazione finale è che se la Marina dispone oggi di una
base tecnologica e produttiva di primo ordine, coll'augurio che le consen-
tano di conservarla anche per il futuro, il giusto seme di questa produtti-
va attività fu proprio gettato negli anni della guerra. La realtà bellica di
tutti i giorni, le esigenze difensive e offensive davanti ad un avversario
sempre più dotato di doviziosi mezzi e accanto a un alleato altrettanto tec-
nicamente evoluto, fecero aprire gli occhi alla Marina su esperienze ed
esigenze che essa non aveva mai vissuto, valutato e guadagnato nel corso
della sua esistenza. Questa lacuna fu certo dovuta alla ragione di fondo
di aver preparato in venti anni una Marina guardando più indietro che
avanti. Ma la guerra fu una scuola rapida, severa e dolorosa.
Con quel poco che poteva fare l'industria nazionale, scarsa di mate-
rie prime e povera di tecnologia, la Marina riuscì a guadagnare terreno,
almeno nelle fasi progettuali e di pre-produzione, in quei settori vitali che
erano stati trascurati o ignorati in venti anni di preparazione. Si andò dal-
l' applicazione dell'elettronica e dell'elettroacustica ad apparati di scoper-
ta di superficie e subacquei più avanzati di quelli già in produzione, alle
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