Page 385 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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immaginare nuove soluzioni ingegneristiche per miscelare materiali di buo-
na qualità, tenuti gelosamente di scorta il più a lungo possibile, con quelli
rimediati dall'ingegnosità dell'industria nazionale autarchica e di qualità
ancora tutta da dimostrare.
Le Direzioni tecniche del Ministero della Marina emanarono dispo-
sizioni ai comandi degli arsenali con dei contenuti quale quello che segue:
'' ... analogie di parti, apparati, congegni, armi tra nave da rendersi pron-
ta al più presto e nave già immobilizzata per gravi danni o lunghi lavori
di manutenzione, consentono, secondo le norme di autorizzazione, la sostitu-
zione di quanto necessario trasferendo/o dalla seconda alla prima unità .
... il materiale ... (piastre, lastre, lamiere) di cui sono disponibili scorte e
destinate parte a scafo e sovrastrutture, il cui previsto uso dovrà ridursi
con i provvedimenti di annullamento o ritardo lavori ... così aumentandone
i quantitativi a scorta, dovrà essere utilizzato ... in combinazione con i ma-
teriali di nuova composizione prodotti e forniti entro breve dalle ditte forni-
trici (Ansa/do, Cogne, Uva/Terni) ... ".
Anche da questi elementi è facile rilevare come certe ristrettezze o
impossibilità dovessero influire sulle decisioni di chi doveva stabilire l' im-
piego delle navi e di chi doveva condurle all'azione. Era fin da allora chia-
ro che in una guerra di quel genere una nave perduta sarebbe stata ben
difficilmente rimpiazzata e che una danneggiata avrebbe potuto rimanere
inoperante anche per lungo tempo.
Tornando ai materiali siderurgici, fondamentali per le costruzioni na-
vali, l'anno più proficuo fu il 1942 con una disponibilità di 2. 750.000
tonnellate, ma di cui 686.000 provenienti dalla Germania come semila-
vorati. Va tuttavia riconosciuto che le richieste della Marina in fatto di
acciaio non furono mai compromesse a favore di altri: oltre 1.050.000
tonnellate dall'inizio di settembre 1939 alla fine di luglio 1943. Non vi
fu alcuna difficoltà per il prodotto laminato~ cioè per le lamiere grosse,
considerata la grande capacità degli impianti a fronte dei quantitativi di-
sponibili da laminare, mentre per le leghe speciali e i correttivi degli ac-
ciai le carenze furono frequenti, complicate anche dal fatto che quei pochi
acquisti che si potevano fare all'estero erano limitati dalla mancanza di
valuta pregiata da parte dell'Italia: si pensi che ad un certo punto, di fron-
te alla richiesta di 4,4 miliardi in valuta per acquisti all'estero, il Ministe-
ro degli Scambi e Valute ne poté concedere solo 2, l miliardi.
Difficile dunque equilibrare e pianificare i fabbisogni per le nuove
costruzioni e per i lavori di riparazione e manutenzione: non si poté che
seguire la via dell'urgenza del momento.
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