Page 382 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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il20,6% a quelli dell'Alto Adriatico, ill9% a quella della regione napo-
letana e 1'8,4% a quelli della zona di Taranto. In una seconda fase fu rac-
comandato di potenziare la cantieristica meridionale così che le assegnazioni
aumentassero al25% per i cantieri dell'area di Napoli e al15% per quel-
li di Taranto. Nel 1940, in considerazione del nuovo assetto geostrategico
assunto dalla regione mediterranea dopo i primi mesi di guerra, si tornò
a concentrare il massimo della produzione, che ebbe il suo apice nel
1942-1943, nell'area adriatica e in quella roseo-ligure.
Nella pianificazione predisposta fu calcolata in 55.000 tds anno la
capacità costruttiva massima dei nostri cantieri navali, naturalmente cor-
relata a quella delle fabbriche d'armamenti che dovevano rendere dispo-
nibili armi e apparecchiature da imbarcare. Fu anche fissato che, a valore
costante, l'onere finanziario annuale per le nuove costruzioni navali non
potesse superare i 1500 milioni. La Commissione Suprema di Difesa nel-
l'approvare queste predisposizioni della Marina, ne approvò anche un'al-
tra: quella che disponeva di non iniziare in guerra costruzioni di navi di
dislocamento superiore alle 5000 tds.
Nella pianificazione delle costruzioni di guerra ancor maggiore pre-
cisione fu tenuta riguardo al fabbisogno costruttivo di sommergibili. La
costruzione, come già in atto da tempo, sarebbe stata concentrata sui Can-
tieri O.T.O. di La Spezia, Tosi di Taranto e C.R.D.A. di Monfalcone. Il
limite massimo di potenzialità annua fu determinato in sedici battelli da
grande crociera e in trentadue da media con completamento a partire dal
nono mese dell'impostazione. La Commissione Suprema di Difesa appro-
vò (ma a mio parere peccò di troppo ottimismo).
Risorse finanziarie e materiali per le costruzioni di guerra
Negli esercizi dei tre anni di guerra il bilancio della Regia Marina
aumentò in misura consistente: l'esercizio 1940-1941 registrò un aumen-
to del 50,5% rispetto a quello precedente, nei due esercizi successivi l'in-
cremento fu del 37,8% e del 39,2%, con stanziamenti di 7,8, di 10,8
e di 15,1 miliardi di lire. Dal l luglio 1940 al 30 giugno 1943 (a quel
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tempo l'anno di bilancio italiano andava appunto da luglio a giugno suc-
cessivo), la Regia Marina ricevette stanziamenti per circa 34 miliardi: non
fu certo molto se si considerano le esigenze crescenti della guerra e l' anda-
mento dei costi se pur ufficialmente bloccati secondo le norme dell'econo-
mia di guerra. In termini reali l'aumento effettivo medio nel triennio bellico
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