Page 378 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 378
nandosi a numerose azioni di brigantaggio <74>. La "V Legione" venne sba-
ragliata dai partigiani dell'E.L.A.S. nel settembre 1942 ed i pochi soprav-
vissuti si rifugiarono presso il Comando della Divisione Pinerolo di Larissa.
Un ulteriore tentativo di coinvolgimento di una minoranza etnica fu
effettuato sempre dalla Pinerolo in alcuni distretti della Tessaglia nord-
orientale, dove il comandante della divisione generale Del Giudice, coin-
volse nell'amministrazione locale alcuni esponenti dell'etnia bulgara: an-
che in tal caso tale minoranza etnica si comportò con estrema durezza nei
confronti delle popolazioni greche autoctone. I Comandi italiani, consci
dell'importanza relativa che la "carta etnica" poteva avere in Grecia, ten-
tarono di fare pressione sull'anticomunismo manifesto di alcuni movimenti
di resistenza conservatori che stavano costituendosi in concorrenza con
l'E.L.A.S.-E.A.M.
Verso la fine del 1942, nel Peloponneso, i comandi militari italiani
presero alcuni contatti con il colonnello Papadongonas, leader politico-
militare dell' "Esercito nazionale greco"(E.E.S.), una formazione minori-
taria nata da una costola dissidente dell'E.D.E.S. Si cercò quindi di appli-
care una politica non dissimile a quella condotta in Dalmazia ed in
Montenegro. Nonostante l'esiguo seguito che l'E.E.S. aveva tra la popola-
zione locale, i contatti sarebbero sfociati l'anno successivo in un patto d'u-
nità d'azione anticomunista che diede qualche risultato soddisfacente.
Oltre all'alleanza militare con gruppi e formazioni nazionaliste, le Au-
torità italiane negli ultimi mesi del 1942 si concentrarono su una massic-
cia propaganda basata essenzialmente sull'antica ostilità nei confronti degli
slavi che nutriva la popolazione greca: secondo gli italiani l'E.L.A.S.-E.A.M.
cooperava con l'Esercito di liberazione Jugoslavo ed aveva promesso a Ti-
to - in cambio di aiuti militari - la cessione a guerra finita della Grecia
settentrionale (Epiro, Tessaglia, Macedonia) alla Serbia <75>.
Nonostante tali sforzi, uniti ai peraltro poco convinti tentativi di av-
vicinare culturalmente il popolo greco a quello italiano (venne ad esempio
introdotto l'insegnamento della lingua italiana nelle scuole di II grado),
le autorità d'occupazione non riuscirono ad ottenere risultati apprezzabi-
li: il 1942 si chiudeva nei territori ellenici controllati dalle Autorità italia-
ne con un movimento di resistenza conflittuale al suo interno ma sempre
più attivo, diffuso e popolare.
(74) Office national hellenique cles criminels de guerre, Les atrocités des quatre envahisseurs
de la Gréce, op. cit., p. 104.
(75) Vasilios Efraimidis, Le système instaurè en Gréce par !es occupants fascistes, op. cit., p. 12.
376

