Page 375 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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1942 (66) - accusò le Autorità italiane di condurre tale politica alimen-
tare per far deperire volutamente la gente con lo scopo di impedirle di
sollevarsi contro le Autorità.
La situazione si presentava quindi, nei primi mesi del 1942, alquan-
to incandescente. Il26 gennaio, e poi il17 ed il25 marzo, il neocostituito
"Fronte di liberazione nazionale" (EAM) - controllato dal Partito comu-
nista greco - organizzò nella capitale manifestazioni di protesta alle qua-
li presero parte numerosi mutilati di guerra. I carabinieri (che con la
Felgendarmerie avevano la responsabilità dell'ordine pubblico ad Atene) im-
tervennero energicamente e repressero con durezza la protesta. Il 15 giu-
gno l'EAM organizzò in diverse località del Peloponneso una serie di scioperi
contadini, nonostante fosse stata proibita dalle Autorità militari italiane
qualsiasi attività sindacale; l'intervento dell'Esercito stroncò quello che si
stava rapidamente trasformando in un vero e proprio moto insurreziona-
le. I molti arrestati vennero inviati dagli italiani nel campo di concentra-
mento di Larissa, in Tessaglia. Ma ormai la miccia della sollevazione era
stata innescata.
Nella tarda estate si costituirono in Epiro i primi distaccamenti par-
tigiani "autonomi" (gli andartes); in seguito l'E.A.M. avrebbe riorganizza-
to tali formazioni, costituendo il primo nucleo dell' "Esercito Popolare di
Liberazione Nazionale" (E.L.A.S.). Il 9 settembre a Rika, nei pressi del
Monte Ghiona, nella Grecia Centrale, si ebbe la prima azione militare della
resistenza greca: la locale guarnigione italiana venne annientata. Rispon-
dendo ad un appello insurrezionale dell'E.A.M., tutti i distaccamenti par-
tigiani iniziarono a colpire quasi simultaneamente i presidi italiani, prima
nelle Grecia Centrale, quindi in Tessaglia e nell'Epico. L'Alto Comando
Italiano di Atene rispose alla difficile situazione organizzando i cosiddetti
"commandi da caccia", piccoli distaccamenti che avrebbero dovuto con-
trastare le azioni dei partigiani con tattiche di controguerriglia; ciò nono·
stante la rivolta dilagò negli ultimi mesi dell'anno su tutto il territorio
occupato. Un rapporto dell'Abwehr di Atene del 20 novembre 1942 foto-
grafava una situazione in Tessaglia estremamente preoccupante: "L'attivi-
tà delle bande continua", e proseguiva: "Da parte italiana sono state soppresse
tutte le informazioni in proposito" ( 67 l. Il dato è significativo, rappresentando
(66) Office national hellenique cles criminels de guerre, Les atrocités des quatre envahisseurs
de la Gréce, op. cit., p. 89-91.
(67) A. Papagos, La Grecia in guerra, op. cit., p. 161.
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