Page 371 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 371
stratori pubblici greci erano stati licenziati e rimpiazzati con funzionari
italiani, e quelli di origine extra-ionica erano stati espulsi; i gendarmi era-
no stati parzialmente congedati e sostituiti dai carabinieri; erano stati al-
tresì introdotti i programmi scolastici in vigore nel Regno d'Italia; i giudici
greci, inizialmente utilizzati da Parini, vennero rimpiazzati con un Tribu-
nale militare italiano con sede a Corfù. "Le isole ioniche", si leggeva sui pac-
chetti di sigarette in circolazione sulle isole "rendono omaggio a Roma, alla
quale sono indissolubilmente legate" < 58 ). In effetti il "ripristino dell'ordine vene-
ziano" e la conseguente "italianizzazione" di Parini - da un certo punto
di vista ancora più drastica di quella di Bastianini e Grazioli - ebbe co-
me scopo l'energica e repentina interruzione di tutti i legami culturali e
storici con la vecchia Madrepatria. Persino i passaporti dei cittadini ioni-
ci non sarebbero stati più validi per la Grecia continentale. "Le isole", scrive
lo storico greco Vasilios Efraimidis "si trovarono isolate dal resto della Grecia
dal punto di vista legislativo, amministrativo, giudiziario, economico" (59), Nono-
stante nell'Atene occupata operasse il Governo quisling del generale Tsola-
koglou, ogni commercio tra le isole ed il cosiddetto "Stato Greco"
(denominazione con cui Tsolakoglou indicava l'ex Regno ellenico) venne
proibito dall'autorità governatoriale. Parini istituì la "Società Anonima
del Commercio Ionico" (S.A.C.I.) che monopolizzò la produzione di olio
d'oliva ed uva passa, canalizzandola, con prezzi di favore, sul mercato ita-
liano. L'isolamento dell'arcipelago, d'altro canto, preservò gli abitanti tanto
dalla spaventosa carestia dell'inverno 1941-1942 quanto dalla conseguen-
te crisi economica che investì tutta la penisola ellenica; ma il relativo be-
nessere non servì alla creazione di un consenso popolare, peraltro non
particolarmente ricercato dalle autorità d'occupazione.
Le misure draconiane di Parini, coadiuvato dalla locale federazione
del P.N.F. (composta essenzialmente da italiani e da qualche greco affine
ideologicamente al fascismo) aumentarono il malumore tra la popolazione
locale. Le proteste di alcuni esponenti della vita politica ionica prebellica
giustificarono, all'inizio del 1942, l'apertura di un campo di concentra-
mento sull'isola di Paxos ed in seguito di due sue "succursali" ad Othoni
e Lazarati. In questi centri di raccolta la polizia di Parini raggruppò circa
3500 oppositori, ed il l o Ufficio nazionale ellenico dei crimini di guerra
nella sua relazione accusatoria illustra una serie di "atrocità" compiute
(58) Vasilios Efraimidis, Le système instaurè en Gréce par !es occupants fascistes, op. cit., p. 5.
(59) Vasilios Efraimidis, Le système instaurè en Gréce par !es occupants fascistes, op. cit., p. 6.
369

