Page 369 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 369
ranza skipetara della popolazione che in parte accettò di collaborare con
le nuove Autorità. Le due regioni erano state divise in tre prefetture alle
quali erano affiancate tre federazioni del Partito Fascista Albanese. Tanto
i prefetti quanto i segretari federali furono scelti dalle Autorità di Tirana
(su consiglio italiano) tra esponenti locali da sempre distintisi per le loro
posizioni proalbanesi e di conseguenza filo-italiane; utilizzando criteri ana-
loghi erano state nominate le autorità circondariali e di villaggio. Il "Pre-
sidente di villaggio" coordinava la lotta antipartigiana al fianco delle truppe
itala-albanesi e si serviva delle "Guardie di villaggio" (Vulmentari), cioè
gli ex appartenenti a quelle bande irregolari filoalbanesi utilizzate dagli
italiani durante la guerra d'aprile e caratterizzate da un viscerale odio
antiserbo < 51 >.
Sino all'agosto 1942 i settori nazionalisti favorevoli ad una Grande
Albania libera ed indipendente e contrari all'occupazione. italiana del Ko-
sovo (ed alla sudditanza di Tirana a Roma), riuniti attorno all' occupazio-
ne militare clandestina del Bali Komptar, si erano contrapposti alle Autori-
tà italiane ed ai V ulmentari collaborazionisti della prima ora. Dinanzi
all'intensificarsi dell'attività titoista, i balisti ed i vulmentari giunsero alla
fine dell'estate 1942 ad un accordo suggerito dagli italiani di collabora-
zione in funzione anticomunista < 52>. In seguito, le Autorità italo-albanesi
costituirono con le truppe collaborazioniste kosovane unificate e con ele-
menti albanesi il VII battaglione delle camicie nere, con sede a Prizren,
una cittadina a sud-ovest di Pristina. Il "settimo" si dimostrò, soprattutto
verso la fine del 1942, estremamente duro non soltanto nella repressione
antipartigiana ma anche nei confronti della locale minoranza serbo-mon-
tenegrina < 5 3>. Da notare come le persecuzioni antiserbe da parte dei koso-
vani collaborazionisti divennero di tale gravità da costringere le Autorità
(51) Giordano Bruno Guerri, "Bottai 'capobanda' in Albania", in: Storia Illustrata n.
276, novembre 1980, p. 42. Il Ministro dell'Educazione Nazionale italiano, Giu-
seppe Bottai, era stato nominato da Mussolini il4 aprile 1941 "Ispettore generale
delle Forze Irregolari albanesi" operanti a Scutari, a Durazzo, nel Dibrano e nel
Kosovo durante la guerra contro la Jugoslavia. Le forze albanesi sotto il suo coman-
do sarebbero state in seguito chiamate "gli irregolari di Bottai".
(52) Michele Rallo, L'epoca delle rivoluzioni nazionali in Europa (1919-45), - Vol. Il: jugo-
slavia, Settimo Sigillo, Roma, 1989, p. 89.
(53) Jovan Marjanovic, "The German occupation system in Serbia in 1941", in: AA.VV.,
Les systèmes d'occupation enjugoslavie 1941-1945, op. cit., p. 292.
367

