Page 364 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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di scarsa sensibilità nazionale, diffusero tra i combattenti serbo-ortodossi
una certa propaganda anti-italiana: la data dell'agognato sbarco anglo-
americano in Dalmazia si stava avvicinando, e l'esercito cetnico doveva
prepararsi a sollevare le armi contro i suoi vecchi alleati nella guerra con-
tro il movimento partigiano.
Il 1942 si concluse sia nella Dalmazia annessa che in quella occupata
con una serie di sanguinosi scontri che videro impegnati tutti i conten-
denti, e che dimostrarono per l'ennesima volta e nonostante le quattro of-
fensive scatenate nella regione dall'inizio dell'anno, che il movimento par-
tigiano si era ormai definitivamente trasformato in esercito con strutture
consolidate e consenso popolare. "I partigiani", scrive Oddone Talpo, "non
combattevano più secondo l'iniziativa dei singoli capi; ora dimostravano una visione
quasi professionale del campo di battaglia, con nuovi criteri tattici" < 40>: era nato
l'Esercito Nazionale di Liberazione jugoslavo.
La situazione in Montenegro risultava nel 1942, rispetto alla Dalma-
zia, meno complessa dal punto di vista etnico ma più articolata dal punto
di vista politico.
Successivamente al fallimento del progetto di restaurazione del Re-
gno del Montenegro (risposta "tutta italiana" a quello Stato Indipendente
di Croazia a mezzadria con i tedeschi), il 3 ottobre 1941 Mussolini aveva
nominato - al posto dell'Alto Commissario civile, Serafino Mazzolini -
il generale Alessandro Pirzio Biroli, "Governatore Militare" della Regio-
ne. L'insurrezione del luglio ed il dilagare dell'attività partigiana e cetnico-
nazionalista avevano suggerito un accantonamento, per lo meno tempora-
neo, dei progetti di restaurazione, e l'adozione di misure squisitamente
"militari" per la pacificazione dei territori occupati. Questo almeno nelle
intenzioni del Duce e del Comando Supremo. In realtà Pirzio Biroli si ri-
velò attento alla complessa situazione politica montenegrina più di quan-
to avesse lasciato intendere, e- unendo tale sua attività politica alle azioni
militari di controguerriglia e repressione - ottenne nel corso del 1942
risultati estremamente soddisfacenti, soprattutto se paragonati alle altre
regioni occupate od annesse della ex Jugoslavia.
''Prima di adottare provvedimenti di rigore assoluto e di repressione ad
ogni costo della rivolta con metodi strettamente militari" -aveva scritto
il neoinsediato Governatore in un telegramma a Ciano del I o
(40) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 761.
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