Page 360 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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III zona veniva subordinato dagli italiani ad un accordo con le forze cetnico-
nazionaliste presenti su quei territori e da tempo impegnate al fianco de-
gli italiani nella repressione del movimento partigiano. Inoltre, il generale
Roatta nutriva seri dubbi sulle capacità belliche delle Forze Armate di Za-
gabria: se i "corpi d'élite" (Milizia Ustascia, Legione Nera, Legione di Bo-
han) per quanto spietati avevano dimostrato valore ed entusiasmo, lo stesso
non poteva dirsi per l'esercito regolare croato (i domobrant), truppa immo-
tivata, male addestrata e peggio equipaggiata. Si rendeva quindi necessa-
rio un incontro con le massime Autorità di Zagabria. Le trattative tra
Supersloda ed il Governo croato si conclusero il 19 giugno 1942 a Zaga-
bria, con l'accordo Roatta-Pavelic. Nella II zona l'ordine pubblico sareb-
be stato di competenza "solidale" tra le Autorità civili croate e quelle militari
italiane. Le unità militari croate (domobrani, ustascia e gendarmeria) sareb-
bero state poste sotto i comandi italiani; gli italiani avrebbero abbando-
nato la III zona (tranne il distretto di Karlovac, che si trovava proprio
in quei giorni al centro di una piccola controffensiva partigiana), conse-
gnando i presidi alle Autorità militari croate. Pavelic accettò l'impegno
nella II e III zona delle bande cetniche anticomuniste: Roatta - dopo un
lungo chiarimento con il leader politico-militare cetnico Jevdjevic ottenne
dai serbo-ortodossi l'impegno per il riconoscimento dell'Autorità dello Stato
Indipendente Croato (34l.
L'accordo di Zagabria avrebbe potuto significare una svolta "stori-
ca" nei rapporti tra italiani, serbi e croati; in realtà le riserve e i dubbi
sia da parte ustascia che da parte cetnica restarono, anzi, aumentarono,
e gli italiani si trovarono a gestire una situazione sempre più confusa e
dirompente mentre le forze di Tito iniziavano a riprendersi dalla sconfitta
della primavera precedente. Nel villaggio di Foca, in Bosnia, gli ustascia
che erano subentrati agli italiani, anziché impiegare le locali unità M.V.A.C.
cetniche le attaccarono, annientandole e fucilando i prigionieri (giugno
1942); successivamente il villaggio fu assediato e conquistato dai cetnici
del maggiore Bakovic e da alcuni distaccamenti mihajloviciani, i quali,
dopo aver eliminato la resistenza ustascia si scatenarono in un lungo ed
atroce eccidio della locale popolazione cattolica. L'arrivo del Battaglione
Aosta il 23 agosto riuscì ad impedire un ulteriore reazione da parte croata.
Gli accordi di Zagabria furono accolti con freddezza da quasi tutti i lea-
ders serbi, e le notizie degli scontri di Foca non contribuirono certo a mi-
(34) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (I 942), op. cit., p. 431.
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