Page 358 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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che le relazioni con l'Italia " ... buone nella forma, nei contatti ufficiali e nella
stampa, risentono di fatto dell'avversione atavica e dell'irredentismo dalmata ... " < 25 l.
Venne costituita nella capitale croata una "Legione Dinarica", composta
da un'ottantina di uomini, per lo più fuoriusciti dalle zone annesse od
occupate dagli italiani, e capeggiati da un ex capitano del Servizio Segreto
Jugoslavo, l'ustascia Rudolf Akrap, con scopi che non sembravano limi-
tarsi alla sola propaganda; il 23 agosto 1942, infatti, durante una riunio-
ne della sua associazione, Akrap dichiarò: "/legionari andranno in Dalmazia
come liberatori e scacceranno gli italiani dal mare croato" < 26 l. Le affermazioni
di Akrap, e soprattutto le adesioni manifeste che ebbe la "Legione" (tra
i sostenitori di Akrap, il sottosegretario ai Lavori Publici del Governo croato,
lo spalatino Edo Bulat, ed il presidente del Sabor - il parlamento croato
- Berkovic) <27l, imbarazzarono Pavelic, il quale, di fronte alle proteste
della Legazione d'Italia, sciolse l'associazione. Più moderata ed orientata
su una generica forma di propaganda dalmatofila, l'organizzazione rinac-
que ad ottobre dello stesso anno come "Legione azzurra".
L' irredentismo croato non si fermò però a Zagabria: Bastianini che
già nel dicembre 1941, riferendosi ad attentati compiuti a Spalato e Zara,
a v eva parlato di "solidarietà ustascia-comunista che sembrerebbe a prima vista
impossibile e contro natura" < 2 Sl, ritornò nell'autunno del 1942 a parlare di
fermenti irredentistici d'ispirazione ustascia "mascherati" da attività ti-
toiste < 2 9l.
L'irredentismo croato venne utilizzato sapientemente dalle Autorità
tedesche, desiderose com'erano di estendere su quella che formalmente
avrebbe dovuto essere un' "area d'interesse italiano" il proprio controllo
politico-economico. Poco interessati, a differenza del Governo di Roma,
alle questioni territoriali, i tedeschi si erano dimostrati subito attenti alle
potenzialità economiche del neonato Stato Indipendente Croato; d'altro
canto in molti circoli croati le concessioni economiche ai tedeschi parevano
(25) Gian Nicola Amoretti, La vicenda italo-croata nei documenti di Aimone di Savoia
(1941-1943), Ipotesi, Rapallo, 1979, p. 100.
(26) Oddone Talpo, Dalmazia- Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 725.
(27) Oddone Talpo, Dalmazia- Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 725; Gian
Nicola Amoretti, La vicenda italo-croata nei documenti di Aimone di Savoia (1941-1943),
op. cit., p. 111.
(28) Oddone Talpo, Dalmazia- Una cronaca per la storia (1941), U.S.S.M.E., Roma, 1981,
p. 688.
(29) Oddone Talpo, Dalmazia- Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 933.
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