Page 359 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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un giusto prezzo da pagare in cambio di una protezione contro il rapace
alleato d'oltre Adriatico. Un esempio di questo avvicinamento tedesco-
croato ai danni dell'Italia si ebbe con il progetto del Porto di Ploce; l'idea
era quella di creare una canalizzazione idro-ferroviaria per collegare, at-
traverso la deviazione del corso inferiore della Neretva, il vecchio porto
di Piace nella Dalmazia meridionale, ai giacimenti di bauxite ed alle riser-
ve forestali della Bosnia-Erzegovina. Il governo di Zagabria cominciò i la-
vori all'inizio del 1942, ed i tedeschi s'impegnarono con elevati capitali
e mettendo a disposizione delle Autorità croaté l'Organizzazione Todt.
Quando, agli inizi di maggio, i partigiani attaccarono i cantieri, sia gli
italiani che i croati inviarono alcuni reparti preso Ploce. La "Legione Ne-
ra" del colonnello Juraj Francetic (responsabile di numerosi eccidi ai dan-
ni delle locali popolazioni serbo-ortodosse nell'estate precedente) tentò di
assumere i poteri civili nel distretto interessato ai lavori, violando gli ac-
cordi che vietavano nella II zona la presenza di autorità militari croate
e ponevano quelle civili sotto gli italiani. Dopo tensioni e resistenze, i le-
gionari neri di Francetic abbandonarono la zona (29 maggio 1942) non
prima di avere ucciso però un militare italiano C3°>, avere sparato dal lo-
ro treno contro una caserma italiana ed aver lanciato delle bombe a mano
contro l'automobile di un leader c etnico collaborazionista, l'ex deputato
del Partito nazionale jugoslavo Dobroslav Jevdjevic <31>. Oltre che stigma-
rizzare la crescente tensione in Dalmazia tra croati ed italiani, i fatti di
Ploce misero alla luce l'accordo tedesco-croato in funzione ami-italiana.
"L 'Italia aveva lottato per due generazioni per scacciare i tedeschi dall'Adriatico",
avrebbe dichiarato con amarezza l'ammiraglio Raineri-Biscia, "e la Ger-
mania ora vi è tornata, ha innalzato la bandiera della sua marina da guerra
a Ploce ... " (32). La questione specifica fu risolta con un accordo itala-tedesco
che escluse i croati dai lavori esecutivi del progetto, ma i problemi relativi
alla sovranità sulla II e III zona dalmata rimanevano ancora insoluti.
La vera questione non era tanto territoriale ma di ordine pubblico:
le Autorità italiane erano entrate nella II e poi nella III zona l'anno pre-
cedente per impedire che lo scatenarsi dell'odio antiserbo degli ustascia
potesse avere l'effetto dirompente di ingrandire il movimento di resisten-
za (33). Di conseguenza, il ritorno delle Autorità militari croate almeno nella
(30) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cro;zaca per la storia (1942), op. cit., p. 393.
(31) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 395.
(32) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 399.
(33) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 402-403.
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