Page 357 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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forza stanziale con compiti di ordine pubblico, la Zara venne in seguito
affiancata dalla Divisione celere Eugenio di Savoia. Nonostante tutti gli sforzi
di Bastianini nel presentare la situazione nella Dalmazia italiana come tran-
quilla e sotto controllo, la presenza di due divisioni dell'esercito rappre-
sentava la più lampante dimostrazione del precipitare degli eventi:
dall'ottobre l'azione partigiana nelle province di Zar a e di Spalato si svi-
luppò ulteriormente, e con essa gli attentati nelle principali città costiere.
La Zara intervenne energicamente in taluni casi - come durante il bom-
bardamento ed il rastrellamento di Capocesto - coinvolgendo spietata-
mente la popolazione civile(23>. Parallelamente all'azione militare, il
Governatore si rivolse a quelle forze politiche e militari autoctone, soprat-
tutto d'origine serba, che avevano dimostrato gratitudine agli italiani per
gli interventi da quest'ultimi effettuati nella Dalmazia croata l'anno pre-
cedente in protezione delle popolazioni ortodosse dai pogrom ustascia. Con
l'aiuto del voivoda cetnico Ilija Trifunovic-Brcanin, già leader nazionalista
d'anteguerra e rappresentante di Mihajlovic in Dalmazia, venne creato,
il 23 giugno 1942, un "Corpo dei Volontari Anticomunisti della Dalma-
zia italiana", in seguito ribattezzato M.V.A.C. (Milizia Volontaria Anti
Comunista) o B.A.C. (Bande AntiComuniste). Il Corpo sotto il comando
del colonnello Eugenio Morra, capo del gabinetto militare di Bastianini,
si articolò in due battaglioni, ambedue inquadrati nella Zara, per un tota-
le di circa 1500 unità: il XXII (battaglione greco-ortodosso) ed il XX (battaglio-
ne cattolico), quest'ultimo composto prevalentemente da italo-dalmati e in
misura minore da croati < 24>.
La scarsa presenza di croati tra le milizie collaborazioniste di Bastia-
nini era motivata anche dalla crescente ostilità ami-italiana da parte di
alcuni circoli irredentistici di Zagabria. Nell'estate 1942 sorsero nella ca-
pitale croata circoli ed associazioni che agivano per riunificazione di tutto
il litorale allo Stato Indipendente Croato. Sovente tali gruppi venivano ap-
poggiati (e sovvenzionati) dai circoli ustascia filotedeschi e di seguaci di
Vladko Macek. Il 31 agosto 1942 il colonnello Bartocchi in una delle sue
periodiche relazioni al "sovrano di Croazia" Aimone di Savoia, affermava
(23) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 1127.
(24) In totale le "bande" erano nove: le numero l, 2, 3, 6, 7 ed 8 appartenevano al
XX battaglione "Cattolico"; le numero 4 e 5 costituivano il XXII battaglione orto-
dosso; la banda numero 9, non inquadrata in alcun battaglione, e composta da serbo-
ortodossi ed itala-dalmati, operava autonomamente nel distretto di Sebenico. Si ve-
da a questo proposito: Teodoro Francescani, Le bande V.A.C. in Dalmazia 1942143,
Editrice Militare Italiana, op. cit.
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