Page 352 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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nei  Balcani,  ritenuto  imminente.  Nel  frattempo  la  Bela  Garda  avrebbe
                affiancato le truppe italiane nell'eliminazione del pericolo comunista. Fu
                seguendo questa logica che,  per tutto il  1942, le formazioni cetniche sia-
                vene, guidate dal maggiore Karl Novak (collegato direttamente a Mihajlo-
                vic)  militarono  all'interno  della  M.V.A.C.,  in  un'ambigua  posizione  di
                "ribelli dormienti"  ed "arruolatori occulti"  dell" 'Esercito Jugoslavo in Patria"
                di Mihajlovic. Tale situazione sarebbe cambiata soltanto l'anno successi-
                vo, con il passaggio di Novak alla clandestinità e la parziale riduzione nu-
                merica  dei  belogardisti (13).
                     Al di là delle  "infiltrazioni cetniche",  la  "Guardia Bianca"  non riuscì
                mai ad essere movimento maggioritario in Slovenia: i suoi membri, spes-
                so ex ufficiali dell'esercito o della gendarmeria jugoslava, oppure intellet-
                tuali e studenti fascisti d'estrazione medio-borghese ed urbana lontani dalla
                maggioritaria  cultura  "ruralista"  tipica  della  Slovenia  (il  consenso  alla
                "Guardia Bianca"  nelle  campagne, soprattutto  collegato  all'attività pro-
                pagandista dei parroci, fu  sempre piuttosto limitato), non riuscirono che
                a catalizzare attorno a loro un seguito di minoranza, continuamente con-
                dizionato inoltre dagli eccessi e dai crimini dei quali sovente i belogardisti
                si macchiarono ai danni della popolazione inerme. L'unica posizione poli-
                tica che avrebbe potuto raggruppare un certo consenso alternativo a quel-
                lo  orientato  verso  il  movimento  titoista,  avrebbe  potuto  essere  l'Idea
                Nazionale Slovena: la nascita futura di uno Stato Sloveno indipendente, con
                un suo esercito ed una sua bandiera,  nell'orbita dell'Asse ma autonomo
                (come lo  Stato Indipendente Croato o lo  Stato Slovacco di monsignor Ti-
                so).  La politica annessionista e denazionalizzante condotta dalle Autorità
                italiane non aiutò certo in questo senso; il consenso fu minoritario e molti
                di coloro che aderirono al belogardismo lo fecero sperando in tempi miglio-
                ri  per il  loro  paese.
                     Mentre le  forze  partigiane proseguivano  nelle  operazioni di guerri-
                glia,  il  servizio  segreto  titoista (VOS)  operava  nelle  città della  Provincia
                con  risultati  di grande valore politico:  il  26 giugno  1942  il leader della
                "Guardia nella  Tempesta"  Ehrlich  venne  assassinato  da  un commando  a
                Lubiana;  il  13  ottobre fu  la  volta  dello  stesso  Marko  Natlacen a  perire
                in un attentato.  Fallito il tentativo di  creare un consenso all'annessione,
                l'Alto Commissario Grazi oli venne di fatto esautorato dalle Autorità mili-



                (13)  Successivamente il maggiore Novak avrebbe costituito il raggruppamento monar-
                    chico-nazionalista della  "Guardia Azzurra" (Pleva  Garda), inquadrato nell' "Esercito
                    Jugoslavo  in  Patria"  di  Mihajlovic,  e  con  seguito  piuttosto limitato.


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