Page 351 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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decade di settembre una dura battaglia con le forze partigiane nel distret-
to di Suha Krajina, a sud-est di Lubiana. Il battesimo del fuoco non soddi-
sfece gli italiani: le "Guardie Bianche" si dimostrarono insubordinate e
piuttosto inclini agli eccessi nei confronti della popolazione civile: In una
circolare del dicembre 1942, il generale Roatta, Comandante di Superslo-
da, si raccomandava che venissero ''presi i provvedimenti necessari per impedi-
re o reprimere eccessi da parte delle formazioni in parola", cioè le M.V.A.C., "a
danno delle popolazioni'' O l).
D'altro canto, i sentimenti che animavano i militi belogardisti veniva-
no apprezzati da altri ufficiali italiani più "coinvolti" di Roatta. In una
circolare del l ottobre 1942 sull'attività dei titoisti, il Capo di Stato Mag-
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giore della Isonzo, tenente colonnello Rossi, traendo spunto dai già citati
episodi, sottolineava
"l'odio ed il carattere ideologico che il movimento anticomunista sta assu-
mendo nei riguardi del comunismo ... ; l'odio di parte dovrà essere sfruttato
ai nostri fini per il raggiungimento del nostro obbiettivo immediato: la di-
struzione cioè del comunismo. Nel contempo occorre tenere imbrigliato il mo-
vimento anticomunista in modo da incanalarlo sempre più verso i nostri
obiettivi vicini e lontani, paventando eventuali, pericolose deviazioni" 0 2 ).
In effetti i rischi di "pericolose deviazioni" erano piuttosto reali. Nel
marzo 1942 i partiti conservatori sloveni (popolare e liberale) si erano
ricostituiti in un'organizzazione semiclandestina: la "Fratellanza Slovena".
Tollerata dagli italiani, la "Fratellanza" divenne una sorta di crocevia tra
la Consulta di Marko Natlacen, la "Guardia Bianca", le formazioni cetni-
che e gli esponenti politici sloveni membri del Governo in esilio a Londra.
Lo scopo della "Fratellanza" - non dissimile da quello di altri circoli
politico-militari della exJugoslavia- era quello di utilizzare le formazio-
ni collaborazioniste come embrione di un futuro esercito nazionalista da
schierare al fianco delle forze anglo-americane, all'indomani di uno sbarco
(11) Archivio dell'Istituto per la Storia del Movimento Operaio di Lubiana - Docu-
menti dell'XI Corpo d'armata del Regio Esercito Italiano, fascicolo n. 744/1, Co-
mando Superiore FF.AA. Slovenia-Dalmazia - Il Armata -generale M. Roatta,
Circolare nr. 3c. l o dicembre 1942 p. 90.
(12) Archivio dell'Istituto per la Storia del Movimento Operaio di Lubiana - Docu-
menti dell'XI Corpo d'armata del Regio Esercito Italiano, fascicolo n. 744/I/27, Co-
mando della Divisione lsonzo - Ufficio del Capo di S.M. - Sezione I, nr. prot.
08/3959, P.M. 59, li l 0 ottobre 1942. Attività dei ribelli e movimento anticomuni-
sta - Circolare divisionale del Capo di Stato Maggiore tenente colonnello Erman-
no Rossi, p. 2.
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