Page 363 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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"Milizia Territoriale Ustascia", che non ebbe però lo stesso successo della
M.V.A.C., essendo tendenzialmente più anti-italiana e vittima di incon-
trollate infiltrazioni titoiste O 7).
L'esperimento di una M.V.A.C. croato-cattolica fu di fatto abbando-
nato poco tempo dopo: Supersloda si stava attrezzando per scatenare la
più importante operazione di repressione del movimento partigiano in Bo-
snia, ed avrebbe avuto bisogno di tutte le forze cetniche disponibili.
Trifunovic-Brcanin garantì a Roatta per l'Operazione "Dinara"
28.000 uomini (dei quali 16.000 "autonomi" e 12.000 apertamente ope-
ranti con le Forze Armate italiane). L'operazione, che si divise in due fasi,
"alfa" e "beta", mise in luce tutti i problemi inerenti ai difficili rapporti
itala-serbo-croati. Durante la fase "alfa" la M.V.A.C. cetnica e le forma-
zioni serbo-ortodosse "autonome" si scatenarono in spaventose atrocità
contro la popolazione civile croato-cattolica e musulmana (3B).
Inoltre i leaders cetnici si rifiutarono categoricamente di collaborare
con le Autorità e le Forze Armate di Zagabria; questa situazione irritò
a tal punto Pavelic che Roatta fu costretto a limitare nella fase successiva
l'impiego della M.V.A.C. e degli altri reparti cetnici (ottobre 1942). L'O-
perazione "Dinara" comunque si concluse con successo, anche se gran parte
delle forze partigiane erano riuscite a sfuggire alla morsa delle truppe del-
l' Asse. L'entusiasmo per la parziale vittoria fu piuttosto breve: i rovesci
militari nordafricani suggerirono un cambiamento della politica filoserba
sino a quel momento seguita dai Comandi italiani. Il rischio di uno sbar-
co anglo-americano nella penisola balcanica si stava facendo sempre più
reale: bisognava iniziare a trattare la M.V.A.C. e gli altri reparti cetnici
"con una certa vigilanza", come scrisse Roatta "perché in caso di uno sbarco
del nemico si metterebbero contro di noi" (39).
Ad ogni modo, nelle ultime azioni dell'anno - emblematicamente
difensive - presso i villaggi di Bosansko Grahovo e Gracac gli italiani
utilizzarono la M.V.A.C. cetnica ancora una volta su vasta scala, nono-
stante i dubbi che Roatta e Supersloda iniziavano a sollevare circa la fe-
deltà dei distaccamenti cetnici. Alla fine di novembre, subito dopo
l'evacuazione di Gracac, Djujic chiamò dall'Erzegovina alcuni distacca-
menti direttamente collegati a Mihajlovic: costoro, accusando la M.V.A.C.
(37) Oddone Talpo, Dalmazia- Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 612.
(38) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 752.
(39) Oddone Talpo, Dalmazia - Una cronaca per la storia (1942), op. cit., p. 787.
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