Page 365 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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dicembre  1941  -  " ... potrebbe essere tentata  la possibilità di sfruttare
                   sentimenti di  ostilità  e di stanchezza  di  molti elementi sani del paese per
                   coinvolgere nella responsabilità tali elementi e chiedere loro  una collabora-
                   zione attiva nella repressione della rivolta.  Per ottenere una simile collabo-
                   razione occorrerebbe però  dare  ad alcuni elementi  responsabili  una più o
                   meno larvata responsabilità,  che essi del resto chiedono da molto tempo.  Senza
                   giungere alla formazione  di un  Governo  o di una consulta  montenegrina,
                   soluzione da scartarsi ad ogni modo data la situazione generale e la catti-
                   va  esperienza fatta  in proposito,  si potrebbe  tentare  la  costituzione  di  un
                   comitato per  la pacifìcazione  del Montenegro  formato  da  elementi fedeli,
                   scelti nei vari distretti,  che sarebbe possibile raccogliere...  Una simile solu-
                   zione"- aveva concluso Pirzio Biroli- " ... ci permetterebbe di sod-
                   disfare in  maniera indiretta il desiderio  di questa gente di avere una voce
                   anche se  indiretta  nella gestione  delle  cose  del Paese,  e permetterebbe  una
                   azione contro  i ribelli,  condotta da  montenegrini con  la stessa tattica e gli
                   stessi mezzi dei ribelli,  in regione di difficile accesso a truppe regolari" < 4 0.
                Il "Comitato" proposto dal Governatore avrebbe dovuto raggruppa-
           re  tutte le forze  anticomuniste presenti nella Regione.  Anzitutto i  cosid-
           detti "verdi" (zelenast)  ossia i seguaci dell'ex segretario del Partito federalista
           montenegrino Sckula Drljevic e di alcuni vecchi alti ufficiali del disciolto
           esercito montenegrino, separatisti e legittimisti, fautori della restaurazione
           del Regno dei Petrovic-Njegos e collaborazionisti della prima ora median-
           te  le  formazioni  di  Krilasi  (da  krila ="ali",  ossia  formazioni  fiancheg-
           giatrici)  inquadrate  dal  Comando Truppe  Montenegro  (già  XIV  Corpo
           d'Armata) in una locale Milizia Volontaria AntiComunista, posta agli or-
           dini  dell'ex generale  montenegrino  Krsto  Popovic.
                Oltre ai verdi -  presenti soprattutto nelle città e nelle regioni costie-
           re- esisteva il cosiddetto partito dei "bianchi" (bjclasi)) che facevano ca-
           po all'ex Bano della provincia montenegrina, generale Blaso Djukanovic;
           i bianchi o  "unionisti" -  che avevano organizzato insieme ai titoisti la
           rivolta del luglio 1941- erano favorevoli ad una ricomposizione del Mon-
           tenegro nella Serbia ed avevano un seguito popolare assai più elevato dei


           (41)  Il Governatore  militare del Montenegro  Pirzio  Biro/i,  al Ministro  degli  Esteri,  Ciano,  Tele-
                gramma riservato  segreto  non divulgabile n.  42783/1078 p.r. -  Cettigne,  l  0  di-
                cembre  1941;  in:  Ministero degli  Affari Esteri,  Documenti diplomatici italiani,  Serie
                IX (1939-1943), vol. VII,  Istituto Poligrafico e Zecca di Stato- Libreria di Stato,
                Roma,  1987, doc.  n.  796, pp. 810-811. Pirzio Biroli dipendeva per gli affari civili
                e politici dal Ministero degli Esteri e per le questioni militari dal Comando Supremo.


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