Page 367 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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un patto di collaborazione tra le truppe cetniche ed il Comando della Di-
visione Venezia, valido per i distretti sud-orientali della Regione < 45>. Infi-
ne, il 9 marzo 1942, le forze "bianche" e quelle cetniche si unificarono,
ed il generale Djukanovic venne nominato comandante supremo di tutte
le forze nazionaliste montenegrine, con l'approvazione di Mihajlovic. Le
forze bianco-cetniche si affiancarono alle truppe italiane nelle operazioni
di repressione del maggio-luglio 1942 < 46>, assumendo un ruolo sempre più
centrale nello scenario politico-militare della regione, a discapito tanto dei
titoisti (i quali videro calare nel corso dell'anno la loro popolarità) quanto
degli ormai screditati verdi della M.V.A.C. Al termine delle vittoriose ope-
razioni dell'estate, il Governatore comprese che era giunto il momento di
concludere un accordo definitivo che ponesse tutte le forze nazionaliste
al fianco del Comando Truppe Montenegro. Il 24 luglio 1942 il generale
Djukanovic e Pirzio Biroli si incontrarono a Cettigne e siglarono un ac-
cordo "onnicomprensivo" di alleanza e collaborazione tra le unificate for-
ze bianco-cetniche e gli italiani. Le truppe bianco-cetniche avrebbero dovuto
combattere soltanto i partigiani ed avrebbero dovuto collaborare con gli
italiani nel mantenimento della legge e dell'ordine, soprattutto nelle cam-
pagne; dall'unificazione tra alcuni reparti bianco-cetnici e la M.V.A.C. di
Popovic (le due milizie già da qualche tempo operavano insieme in ma-
niera saltuaria) sarebbero sorti tre "distaccamenti volanti" di 1500 uomi-
ni ciascuno sotto i comandi di Djurisic, Popovic e Stanisic; vennero definiti
ulteriori accordi relativi ad armi, paghe ed aiuti alle famiglie dei caduti
e dei feriti nazionalisti, che sarebbero stati concessi dalle Autorità italia-
ne; venne costituito un "Comitato dei Nazionalisti montenegrini" com-
posto da cetnici, bianchi e verdi sotto la presidenza di Djukanovic < 47>. Si
giunse ad una separazione amministrativa della Regione, e le Autorità ita-
liane concessero ai nazionalisti, una certa autonomia "parziale e control-
lata" <4 8>, ma senz' altro efficace: al generale Popovic fu affidato il litorale
meridionale e i distretti dell'immediato entroterra; il distretto di Kolasin
passò sotto il controllo delle truppe di Djurisic; la vecchia fortezza di Ostrog,
(45) Jozo Tomasevic, The Chetniks, War and revolution in jugoslavia 1941-1945, op. cit., p.
210.
(46) Salvatore Loi, Le operazioni delle unità italiane in jugoslavia (1941-1943), U.S.S.M.E.,
Roma, 1978, p. 249.
(47) Jozo Tomasevic, The Chetniks, War and revolution in jugoslavia 1941-1945, op. cit., p.
211.
( 48) Salvatore Lo i, Le operazioni delle unità italiane in jugoslavia (1941-1943), op. cit., p. 2 50.
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