Page 376 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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quello che fu probabilmente il vero "punto debole" del sistema d'occupa-
zione itala-tedesco in Grecia: la quasi totale mancanza di coordinamento
e di cooperazione tra i due Alti Comandi. Gli attriti tra i due Eserciti al-
leati si sarebbero acuiti successivamente all'Operazione "Gorgopotamos",
la prima azione della resistenza greca che ebbe una rilevanza internazio-
nale. Il27 novembre 1942 un comando congiunto di partigiani dell'E.L.A.S.
e dell'E.D.E.S. di Zervas, coadiuvato dalla prima missione militare bri-
tannica paracadutata sul territorio occupato (Missione "Myers"), attaccò
il viadotto ferroviario di Gorgopotamos, presso il Monte Oiti, sulla linea
Salonicco-Atene. La distruzione del ponte avrebbe causato un incalcolabi-
le danno al sistema logistico itala-tedesco. Sbaragliata la guarnigione ita-
liana, il comando fece esplodere il viadotto, distruggendolo. Lo smacco
di Gorgopotamos provocò una durissima reazione delle Autorità tedesche,
che, nel dicembre, sostituirono tutte le guarnigioni italiane poste a presi-
diare la linea ferroviaria con reparti germanici "senza alcuna formali-
tà" (68), suscitando le proteste dell'Alto Comando italiano di Atene.
Contemporaneamente ai tentativi di repressione e controguerriglia,
gli italiani tentarono di ottenere un minimo di consenso politico-militare
da poter contrapporre alla crescente popolarità dell'E.L.A.S.-E.A.M. e del-
l'E.D.E.S. Il Governo collaborazionista di Tsolakoglou- che non nascon-
deva le sue simpatie filo-tedesche e la sua avversione agli italiani - mise
ob torto collo a disposizione dell'XI Armata alcuni battaglioni della Gendar-
meria, ma la presenza degli odiati gendarmi tra le fila dell'Esercito italia-
no non venne accolta con favore da parte della popolazione, che ricordava
ancora le angherie subite dai soldati di Metaxas prima della guerra.
Risultati altrettanto fallimentari gli diedero le adesioni di qualche mi-
litante dei partiti politici d'estrema destra (l' "Organizzazione politica na-
zionalsocialista", !'"Organizzazione delle forze nazionali greche", !"'Unione
nazionale di Grecia"), adesioni peraltro minoritarie essendo tali movimenti
tendenzialmente filonazisti.
Più soddisfacenti furono i contatti presi dalle Autorità italiane con
gli esponenti delle minoranze etnico-religiose presenti nelle regioni setten-
trionali del Paese. Nei tre distretti di Tsamurja, in Tesprotia (Epiro del
Nord), un terzo della popolazione era turco-albanese di religione maomet-
tana. Molti esponenti di tale minoranza avevano partecipato alla guerra
(68) A. Papagos, La Grecia in guerra, op. cit., p. 169.
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