Page 377 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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del  1940-1941  al fianco  degli  italiani, e dopo la  sconfitta greca avevano
             continuato  a  collaborare  con gli  occupatori.

                  Promettendo una futura annessione all'Albania, e addirittura la co-
             stituzione a guerra finita di un "E piro albanese", gli italiani avevano otte-
             nuto tra il  1941 ed il  1942 un certo consenso popolare tra gli  esponenti
             ed i membri della minoranza. Le  amministrazioni dei villaggi  dei tre di-
             stretti vennero lasciate ad elementi locali;  costoro in alcuni casi si  impe-
             gnarono in una violenta politica di denazionalizzazione ed "albanizzazione
             forzata" dei territori da loro amministrati ai danni delle popolazioni greco-
             ortodosse <69)_  Un'altra etnia minoritaria contrattata dagli italiani fu  quella
             dei valacco-rumeni del Pindo, ai quali le Autorità d'occupazione garanti-
             rono una non meglio specificata futura autonomia. Il leader del collabora-
             zionismo-:valacco in Grecia fu  il sedicente principe Alcibiade Diamantis,
             uomo dal passato oscuro, vicino ad ambienti malavitosi e che aveva avuto
             contatti  con  il  Governo  di  Roma  precedentemente la guerra < 70>.
                 Già fondatore di un movimento nazionalista della minoranza rume-
             na,  Diamantis -  che si  proclamava portavoce di tutti i valacco-rumeni
             dei Balcani del sud < 71>- aveva fondato una "Legione dei Valacchi", uti-
             lizzando alcuni studenti di un ginnasio rumeno di Grevena e diversi espo-
             nenti della malavita locale. Nel gennaio 1942 tale raggruppamento divenne
             operativo e fu inquadrato prima nella Divisione Forlì e poi nella subentra-
             ta Pinerolo.  I seguaci di Diamantis, che sostenevano di essere i discendenti
             diretti dei legionari di Cesare che aveva conquistato l'antica Grecia, siri-
             battezzarono altezzosamente  "V Legione Romana"  ed il 28 marzo  1942
             emanarono un proclama, firmato dal "principe" Diamantis, nel quale si
             faceva  appello a  tutti i valacchi affinché si  ponessero "al fianco  dell'Italia
             e della  Germania"  per "l'instaurazione di un  nuovo ordine in  Europa del sud-est
             e nei Balcani" (72)_  La  "V Legione"  composta in realtà da solo  130 "legio-
             nari",  sovente ex  detenuti  e  criminali comuni < 7 3>  -  si  distinse  nella  re-
             gione  del  Pindo  in  feroci  repressioni  contro  le  popolazioni  greche,
             affiancando la Divisione Pinerolo  nelle  azioni antipartigiane ed abbando-



             (69)  Office national hellenique des criminels de guerre, Les atrocités des quatre envahisseurs
                 de  la  Gréce,  op.  cit.,  p.  182.
             (70)  Office national hellenique des criminels de guerre, Les atrocités des quatre envahisseurs
                 de  la  Gréce,  op.  cit.,  p.  103.
             (71)  Vasilios Efraimidis, Le système instaurè en  Gréce par !es  occupants fascistes,  op.  cit.,  p. 9.
             (72)  Vasilios Efraimidis, Le système instaurè en  Gréce par !es  occupants fascistes,  op.  cit.,  p. 9.
            (73)  Office national hellenique des criminels de guerre, Les atrocités des quatre envahisseurs
                 de  la  Gréce,  op.  cit.,  p.  104.


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