Page 379 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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LE  COSTRUZIONI NAVALI  ITALIANE
                               NEL  PERIODO  BELLICO
                    CON SPECIFICO  RIFERIMENTO  AL  1942







                                                               GIORGIO  GIORGERINI




             Le premesse
                  Con la conquista dell'Etiopia e la proclamazione dell'Impero (1936)
             si chiuse il ciclo principale dello sviluppo e del potenziamento della Regia
             Marina iniziatosi nel  1923. In pratica, non va dimenticato, l'Italia entrò
             in guerra nel giugno  1940 e la combattè con la maggior parte delle unità
             navali  costruite  tra  il  1923  e  il  1937.

                  Quando si dice che nel 1936 si esaurì il processo di ammodernamento
             armonico  ed equilibrato  del  naviglio  nelle  sue diverse categorie,  stando
             alla  documentazione del Ministero della  Marina,  del Tesoro e dell'indu-
             stria cantieristica, si vuole significare, da una parte, una riduzione effetti-
             va  delle  risorse,  e  dall'altra,  una  scelta  politico-strategica  che  puntò  a
             concentrare l'impegno di quanto disponibile- poco considerevole a dir
             la  verità -  sulla  costruzione delle  quattro  navi da battaglia della  classe
             "Vittorio Veneto", sulla ricostruzione delle vecchie navi da battaglia Do-
             ria  e Duilio  -  quella del Cavour e  del Cesare  era già stata completata -
             di  buon  numero  di  sommergibili  a  prevalenza  del  tipo  oceanico.
                  Era uso  corrente,  almeno  dall'inizio  del  processo di  rinnovamento,
             che  la  Regia  Marina riservasse  mediamente  il 20-22%  del  suo  bilancio
             alle  nuove  costruzioni:  quindi le  risorse  per le  nuove navi  si liberavano
             in maggiore o minore misura a  seconda  se  il bilancio complessivo della
             Marina prevedesse un aumento, una stazionarità o una diminuizione del-
             lo stanziamento. Si consideri che l'andamento dei bilanci, anche se aveva
             consentito di costituire una forza  navale di rispetto in una quindicina di
             anni, non era mai stato largo e cospicuo tanto da coprire e soddisfare tut-
             te le  reali  esigenze.


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