Page 396 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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simo rendimento dei sommergibili italiani < 8>. Nella proposta di Superma-
rina alla Seekriegsleitung (di seguito S.k.l.) del 13 luglio 1940, per un nuovo
vertice in cui aggiornare le intese di Friedrichshafen alla nuova situazione
strategica, la guerra subacquea in Atlantico occupava un rilievo ben mag-
giore <9>. Il nuovo punto di vista fu ampiamente illustrato nel pro-memoria
che il 24 luglio lo Stato Maggiore della Marina italiana sottopose alla S.k.l.,
in alternativa a un incontro tra due Alti Comandi, - quello tedesco era
troppo impegnato nell'Operazione "Seelowe" - per esporre le proprie
idee sulla cooperazione navale nella prosecuzione del conflitto OO>.
La Marina italiana metteva a disposizione 25-40 battelli (alla fine
avrebbero toccato le 32 unità), vale a dire un numero equivalente o supe-
riore a quello degli U-Boote che la Kriegsmarine poteva complessivamente
schierare nella guerra oceanica, chiedeva la messa a disposizione di una
base in uno dei porti francesi sull'Atlantico e si dichiarava pronta a sotto-
porre il comando italiano alla direzione della guerra subacquea germani-
ca, affinché fosse assicurata la "necessaria coordinazione degli sforzi" Oll. La
proposta di Roma procedeva dalla convinzione che non vi fossero nel Me-
diterraneo gli obiettivi per un impiego offensivo dell'arma subacquea e
si accompagnava all'intenzione di trasferire in Atlantico il baricentro del-
la guerra sottomarina, mentre nel Mediterraneo sarebbero rimasti soltan-
to i battelli indispensabili alle operazioni della Flotta. Questa impostazione,
che rovesciava quella sostenuta un anno prima, appare tanto più rilevan-
te se si considera che, per quanto atteneva alle operazioni nel Mediterra-
neo, Cavagnari, in quello stesso documento, espresse una concezione
rigorosamente difensiva, incentrata sulla teoria della fleet in being.
La proposta italiana fu accolta, tutto sommato, tiepidamente a Berli-
no. La Tirpitz Uftr non condivideva il presupposto dell'inesistenza di oc-
casioni per un impiego offensivo dei sommergibili e dell'intera flotta, specie
(8) Cfr. appunto dell'ammiraglio di divisione Giotto Maraghini, Addetto Navale
italiano a Berlino, a Supermarina, "Sommergibili in Atlantico", 02.07.1940,
A.U.S.M.M., fondo Betasom, b. 5, f. 5: Impiego dei sommergibili tedeschi in Atlantico.
(9) Prom. di Supermarina alla S.k.l., 13.07.1940, A.U.S.M.M., fondo Betasom b. B,
f. l: Costituzione gruppo sommergibili atlantici; Kriegstagebuch der Seekriegsleitung/Opera-
tionsabteilung, parte A (di seguito K.T.B. l. S.k.l., A), Mittler & Sohn, Bonn-Herford,
1988, ss., vol. 11, 13.07.1940, p. 149.
(10) Prom. dell'Ufficio di Stato Maggiore della Regia Marina, "Collaborazione navale
tra Germania e Italia", 24.07.1940, A.U.S.M.M., Archivio X, cit., b. l, f. 1/4.
(11) Ibidem.
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