Page 401 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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già il Gruppo Ovest aveva proposto al B.d.U. Nel gennaio 1941 si giunse
            all'accordo per la costituzione a Gotenhafen, della Sezione tattica sommer-
            gibili italiani, che divenne operativa dal successivo aprile in stretta colla·
            borazione con la  2 7 a  F.  sm tattica tedesca,  che operò per circa un anno

            e diede soddisfacenti risultati, anche sul piano della coesione spirituale < 2 9>.
                 Ciò  nonostante, agli  inizi di dicembre Donitz considerava conclusa
            la cooperazione tattica con i sommergibili italiani. Fallito era, soprattut-
            to, il tentativo di utilizzarli in compiti esplorativi, sul quale aveva riposto
            le maggiori speranze per accrescere la concentrazione in azioni offensive
            dei battelli germanici. Come si apprende dal suo diario di guerra, a parte
            le  considerazioni di natura tecnica, la sua opinione di fondo  era  che gli
            italiani non fossero  caratterialmente tagliati per questo genere di guerra.
            Dispose,  quindi,  che gli  U-Boote  svolgessero  le  loro  missioni  senza  tener
            conto della presenza delle unità alleate, confidando che, col tempo, questi
            potessero maturare la necessaria esperienza (30).  Di tali decisioni Betasom
            fu tenuto all'oscuro. Fino alla primavera del 1941 i sommergibili italiani
            continuarono, perciò, ad operare accanto agli U-Boote,  ad essere informati
            dei  movimenti  del  nemico  ed a  fungere  anche  da  supporto ad essi;  ma
            non  entrarono  più nei  calcoli  operativi  del  B.d.U. <3 1>.




            Il nodo del ritiro  dei sommergibili italiani

                 Tali conclusioni furono rappresentate da Donitz alla S.k.l. sòlo dopo
            mesi, agli inizi di aprile 1941. Accanto all'"inutilità" del concorso italiano,



            (29)  V.  La Marina ... , cit.,  p.  192  sg.
            (30)  Dato lo scarso addestramento e la poca esperienza dei sommergibilisti italiani, Do-
                nitz non si attendeva importanti successi in termini di affondamenti, ma confidava
                di ottenere almeno un apporto nel servizio esplorativo. Ma neppure in questo cam·
                po i risultati  furono  lusinghieri.  Così,  Donitz sintetizzò le  cause  del  basso  rendi-
                mento  dei  sommergibili  italiani:
                "a)  non  sanno  attaccare  inossertJati  o senza farsi  scoprire;
                 b)  non  hanno  appreso  la  tecnica  di  attacco  da prua di  un  bersaglio  lento;
                 c)  non  hanno  cognizione  dell'attacco  notturno  in  superficie;
                 d)  non  hanno  appreso  ad inseguire  e segnalare  un  obiettivo".
                Cit.  in  Ministry of Defence  (Navy),  op.  cit.,  p.  62.
            (31)  Ibidem.


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