Page 405 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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inizialmente ricoprì. Non ne perse, invece, sul piano morale, come verifi-
           cò la S.k.l.  e ciò valse ad evitare che si  ripetessero gli spiacevoli equivoci
           del giugno  1941.


           I  riflessi  della guerra nel Mediterraneo sulle operazioni in Atlantico
           nel  1942

                Sin  dal gennaio  1941  alcuni  battelli  italiani  erano  stati  inviati  dal
           B.d.U. ad operare nelle acque ad Ovest di Gibilterra. Nel maggio, come
           tacita mossa propedeutica al ritiro dei sommergibili italiani, Donitz pose
           fine alle operazioni congiunte nel Nord-Atlantico e concordò con Parona
           di  trasferirne l'attività più a  sud,  nell'Atlantico  centro-orientale.
                Nonostante lo scetticismo del B.d.U. < 45 >,  la nuova dislocazione si  ri-
           velò  presto  favorevole  ai  sommergibilisti  italiani.  Le  condizioni climati-
           che, l'esperienza maturata in sei mesi di guerra oceani ca e le modificazioni
           tecniche apportate ai battelli cominciarono a dare i primi frutti in termini
           di affondamento e di servizio esplorativo, sia contro il traffico convoglia-
           to  che contro  il traffico  non convogliato.  Né il rimpatrio  di una decina
           di battelli in Patria influì sul rendimento, grazie alla maggiore efficienza
           raggiunta dalla base nei servizi di raddobbo. Ulteriori incoraggianti pro-
           spettive si schiudevano con i primi rientri dei comandanti dai corsi adde-
           strativi  a  Gotenhafen.
                Tuttavia,  il  quadro  che  il  Comando di  Bordeaux e Supermarina si
           fecero della situazione nell'autunno 1941 era piuttosto pessimistico. L'af-
           finamento e il rafforzamento della scorta dei convogli nemici e l'impossi-
           bilità di replicare con concentrazioni di sommergibili, se non era sufficiente,
           per ragioni  strategiche e  politiche,  a  sancirne il  richiamo,  spinse Super-
           marina a  riesaminare l'ipotesi  di  spostare la  zona  di  operazione  nell'A-
           tlantico meridionale e nell'Oceano Indiano, scacchieri ritenuti più proficui
           di quello dell'Atlantico centro-settentrionale, pur rendendosi conto del com-



           (45)  In un rapporto sullo stato della guerra subacquea presso la S.k.l. Donitz, l' 11luglio
                1941,  dichiarò  il  proprio scetticismo  sulle  possibilità dei  sommergibilisti  italiani
               di ottenere successi anche nei nuovi settori affidati. Ciò nonostante, manteneva im-
               mutata l'alta considerazione verso Parona, al punto da considerarlo l'ufficiale più
               idoneo ad assumere il  comando dei sommergibili italiani nel Mediterraneo ed  in-
               tensificarne  l'attività.  K.T.B.  l. S.k.l.,  A,  vol.  23,  11.07.1941,  p.  152.


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