Page 408 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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zioni "alle reali esigenze imposte dalla situazione" e, "in particolare dagli ulterio-
ri sviluppi delle operazioni in Nord Africa" < 5 5>. E che nella valutazione di trat-
tenere i sommergibili italiani in Atlantico prevalesse il punto di vista
mediterraneo, emerge anche dalle argomentazioni rivolte dalla S.k.l. verso
Hitler, che ne sollecitava l'impiego in missioni di rifornimento. Esse si ap-
puntavano sempre su aspetti extra-operativi, quali il grado del loro rendi-
mento in veste di mezzi di trasporto, i problemi di adattamento costruttivo
e, non ultima, l'attenzione a non ferire l'orgoglio dell'alleato (56>. D'altra
parte, anche Supermarina, solo nello stesso febbraio 1942, con il miglio-
ramento delle comunicazioni con la Libia, accantonò l'idea di rimpatriare
i sommergibili atlantici per utilizzarli in quel genere di missioni <5 7>.
Nel 1942 i sommergibilisti italiani poterono finalmente operare nel-
le condizioni ad essi più congeniali: non, cioè, sulla base della dottrina
e della tattica tedesca, inassimilabili in pochi mesi o settimane di tiroci-
nio, ma secondo quella forma di lotta a cui per formazione, temperamen-
to e caratteristiche delle unità erano maggiormente versati, vale a dire,
alla guerra di corsa in acque lontane e al traffico isolato. In essa colsero
brillanti successi e dimostrarono un rendimento unitario non inferiore a
quello degli U-Boote. In valore assoluto, però, i successi non poterono esse-
re determinanti - come rilevò Supermarina - essendo troppo piccolo
il numero dei battelli, una decina in tutto, perché potessero redditiziamente
sfruttarsi le propizie occasioni che il teatro atlantico stava offrendo. Né
il loro numero poté essere adeguatamente incrementato con nuovi invii
dal Mediterraneo, come nell'estate 1942 sarebbe stato nelle sue intenzio-
ni <5 8>. Questo limite si fece ancor più evidente quando si trattò di portare
l'offesa contro le linee di rifornimento Alleate dall'Inghilterra e dall' Ame-
rica in Egitto per il periplo africano nell'estate 1942, per la quale era di-
sponibile il solo Cagni <59).
(55) K.T.B. l. S.k.l., vol. 30, 22.02.1942, p. 454-455.
(56) Ibid., 24.02.1942, p. 484-485.
(57) Promemoria di Supermarina n° 16, 13.02.1941, "Impiego dei sommergibili Cagni
e Mi/lo in operazioni di guerra in Oceano Indiano", A.U.S.M.M., fondo Promemoria
di Supermarina/1942.
(58) Prom. di Supermarina n° 47, 13.06.1942, "Trasferimento sommergibile Cagni in
Atlantico", A.U.S.M.M., fondo Promemoria di Supermarina/1942.
(59) V. Prom. di Supermarina n. 67, 21.07.1942, "Sommergibili oceanici", A.U.S.M.M.,
fondo Promemoria di Supermarina/1942. Di diversa natura furono i problemi d'im-
piego dei sommergibili nell'Oceano Indiano dopo l'entrata in guerra del Giappone
per l'ostilità di Tokio verso la presenza di unità itala-tedesche in quel teatro. V.
La Marina ... , cit., p. 319 e 320.
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