Page 413 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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rittimi del conflitto mondiale:  espose  le  disposizioni  da lui emanate per
            la difesa della costa  norvegese,  discusse circa la battaglia dell'Atlantico e
            i convogli nemici verso l'Unione Sovietica e,  quindi, approfittando delle
            buone disposizioni del suo interlocutore,  arrivò a  parlare del Mediterra-
            neo  e  disse:
                    '·La situazione  in  questo  mare  è definitivamente favorevole  nel momento
                    attuale.  Se  la esaminiamo in connessione con gli avvenimenti dell'Estremo
                    Oriente,  ne ricaveremo delle indicazioni sulla possibilità di lanciare un at-
                    tacco  contro  l'Egitto  e il Canale  di  Suez ...  La  vittoria  nel Mediterraneo
                    dipende da  due fattori:  il potere  marittimo e la cooperazione aero-navale-
                    terrestre...  La chiave di questo  circolo  è una base centrale da  cui partire,
                    e la base di gran lunga più importante del Mediterraneo è la fortezza insu-
                    lare  di  Malta".

                 Raeder sostenne che, se l'isola non costituiva l'obiettivo finale nel Me-
            diterraneo, era tuttavia il più importante e il più urgente, affermando che
            Malta, e soltanto Malta, era la chiave di volta della potenza nemica nel Me-
            diterraneo,  per  cui  urgeva  annullarla  definitivamente  con  l'occupazione.

                 Hitler convenne con l'Ammiraglio sulla  necessità dell'azione,  ma si
            riservò di rifletterei, certo con la  riserva mentale di tenere in serbo l' ope-
            razione  quale estremo  rimedio,  qualora  la  "neutralizzazione"  non  fosse
            riuscita  con i soli  attacchi aerei.  Promise a  Raeder  che  intanto il blocco
            aereo  sarebbe stato  rafforzato.
                 L'offensiva aerea dell'Asse, sebbene ancora assai lontana dalle dimen-
            sioni e dalla violenza che avrebbe assunto nei mesi seguenti, aveva aggra-
            vato la situazione alimentare e depresso il morale della popolazione maltese.
            I rifornimenti erano sempre più scarsi e saltuari: 1'8 gennaio era arrivato
            in  porto,  dopo  un'avventurosa  traversata,  il Glengyle,  e  dieci giorni  più
            tardi un convoglio di tre piroscafi, scortato dalla Forza K: ma ormai l'effi-
            cienza dell'isola,  quale base di attacchi aero-navali contro i convogli del-
            l'Asse, era notevolmente diminuita. Il 19 gennaio vi era stato un cambio
            della guardia nell'Alto  Comando  dell'isola:  l'ammiraglio  sir Wilbraham
            Ford era stato sostituito dal vice ammiraglio sir Ralph Leatham, già Co-
            mandante in Capo della Marina in India.  Il  mese seguente, la situazione
            si aggravò ulteriormente: di un convoglio di rifornimenti partito da Ales-
            sandria il giorno 12, non una nave riuscì a raggiungere La V alletta, men-
            tre  i bombardamenti crescevano  di  violenza  di  giorno  in giorno.


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