Page 418 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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l'isola ai primi di gennaio si erano ridotti il l 0 marzo a 21 apparecchi
in grado di volare; e nonostante che 15 "Spitfire" fossero giunti a Malta,
lanciati dalla portaerei Eagle, il 7 marzo, e altri 14 nella terza decade del
mese, la disparità delle forze era pur sempre notevolissima, tanto che qual-
che autore britannico parla di tali scontri come della battaglia del "maglio
contro la noce". Le ondate degli apparecchi dell'Asse arrivavano con pun-
tualità cronometrica tre volte al giorno: dalle 8.30 alle 9.30, dalle 12.30
alle 13.30 e dalle 18.00 alle 19.00, con un ritmo che gli inglesi, scherzan-
do, dicevano preferibile al continuo avvicendarsi di pochi aerei per volta
che aveva caratterizzato il periodo precedente e che si era dimostrato mi-
cidiale per la resistenza dei nervi. Anche le perdite tra gli assalitori erano
rilevanti, tanta era l'audacia delle loro picchiate sugli obiettivi e la speri-
colatezza delle loro azioni a tiro ravvicinato: al punto da ingenerare nella
guarnigione e nella popolazione dell'isola, malgrado l'odio e il risentimen-
to per i danni e per le perdite umane, un sentimento vago, abbastanza
simile al rispetto ed all'ammirazione.
Contemporaneamente all'inizio dell'offensiva aerea massiccia su Malta,
un disperato tentativo venne effettuato dagli inglesi per rifornire l'isola
dal mare, poiché le scorte di viveri e di munizioni erano ormai ridottissi-
me. Comunque si vogliano giudicare i susseguenti avvenimenti, con la se-
conda battaglia della Sirte, alla fine solo 2 piroscafi da carico sui 4 che
componevano il convoglio proveniente da Alessandria, raggiunsero Mal-
ta, dove sbarcarono solo 5000 t di rifornimenti sulle 26.000 originarie.
Malgrado questo apporto, a fine marzo l'isola aveva riserve solo per tre
m est.
È da rilevare, peraltro, che l'esito parzialmente positivo del tentativo
britannico di rifornire Malta, anche se non conseguì risultati decisivi, in-
fluì sui rapporti italo-tedeschi e, di conseguenza, sulla preparazione del-
l'Operazione "C 3". Dopo la seconda Sirte, Raeder ebbe buon gioco nel
convincere Hitler, irritato contro gli italiani, che soltanto la presa di Mal-
ta avrebbe potuto risolvere i problemi del Mediterraneo ed eliminare la
supremazia britannica dal bacino centrale di quel mare. Nacque così l'i-
dea di articolare il "Grande Piano" caldeggiato da Rommel e diretto ver-
so Oriente in due fasi successive: l'Operazione "Hercules" contro Malta
e l'Operazione "Aida" contro l'Egitto.
"Finché la prima non fosse stata condotta a termine, le truppe in Africa
avrebbero dovuto sospendere la loro avanzata: con la conquista di Malta
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