Page 417 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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in aria e attacchi al suolo. Medesima azione contro gli aeroporti dei repar-
            ti da bombardamento, con distruzione di opere aeroportuali, sistemazio-
            ni  e,  soprattutto,  piste di  atterraggio;
                 III tempo: estensione degli attacchi alle forze  navali, ai cantieri e re-
            lative  attrezzature  di  La  Valletta.
                 È verosimile che anche da queste riflessioni sia nata l'idea del ''colpo
            di mano" proposta dai tedeschi. In circostanze favorevoli il "colpo di ma-
            no"  avrebbe  potuto  evitare gli  azzardi  e  i  costi  della  grossa  operazione
            anfibia che si andava predisponendo. Le  circostanze favorevoli erano da-
            te, secondo i tedeschi, dalla ritenuta apocalittica efficacia della loro offen-
            siva aerea, la quale avrebbe ridotto talmente a malpartito la difesa di Malta
            che un'azione improvvisa, condotta con grande decisione da forze ridotte,
            avrebbe potuto avere successo. Kesselring e von Rintelen [Addetto Milita-
            re tedesco a Roma N.d.R.} ne parlarono a Cavallero il17 marzo, ma man-
            cavano i mezzi minimi per tentare l'azione e le forze d'assalto italiane non
            erano pronte: per questo motivo Cavallero, il  2 3 marzo, dovette opporre
            un nuovo rifiuto ai tedeschi e l'ipotesi del "colpo di mano" tramontò < 8 l.


            Il grande  attacco  aereo
                 Il grande attacco a Malta dal cielo ebbe inizio all'alba del 20 marzo,
            un venerdì.

                    "Fu una  cosa  indimenticabile"  -  scrive un testimone inglese (9)  -
                    ''ondata dopo ondata comparivano nella semioscurità ... il cielo nereggiava
                    di apparecchi ...  E più ancora apparve oscurato dagli aerei nemici il cielo
                    quello stesso pomeriggio,  quando venne ripetuto l'attacco sull'aerodromo di
                    T a Kali...  Il numero  medio giornaliero  degli  apparecchi  attaccanti,  fino
                    al primo  aprile fu  di circa  170; salì poi in qualche occasione fino  a 300
                   ju. 88 e]u.  87 in un solo giorno.  Non è molto,  se paragonato con gli attac-
                    chi posteriormente condotti sulla Germania,  ma, concentrati su un aerodro-
                    mo  o su  un porto,  quegli  assalti apparivano  davvero  formidabili".
                 Contraerea e caccia britannici si  impegnarono a  fondo  nella difesa,
            ma l'attacco era travolgente. I circa 200 aerei efficienti che esistevano nel-



            (8)  Vedi U. Cavallero, cit.,  p.  232·236; E.  Faldella,  L'Italia nella seconda guerra  mondiale.
               Revisione  di  giudizi,  Bologna,  Cappelli,  1959,  p.  424.
            (9)  H.E.C. W eldon, "The Artillery Defence of Malta", in Antiaircraft journal,  1954, n.  3.


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