Page 506 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Appendice A
LETTERA DI B. G. SCURFIELD E RACCONTO
DI W. OMICCIOLI
l. Il capitano di fregata B. G. Scurfield, Comandante del cacciator-
pediniere Bedouin, affondato dall'aerosilurante del sottotenente Aichner e
fatto prigioniero dagli italiani, trasferito in Germania dopo l'armistizio
dell'8 settembre, in una "lettera-relazione" dal titolo "Fine di un caccia tipo
'tribal' ", inviata alla moglie tramite la Croce Rossa Internazionale, poco
prima di morire sotto un bombardamento aereo degli stessi britannici men-
tre attraversava la Germania, scrisse: "La scorta al convoglio da Gibilter-
ra a Malta era sotto il comando del capitano di vascello Hardy sull'incro-
ciatore antiaereo Cairo. Scurfield sul Bedouin era l'ufficiale più anziano della
scorta di cacciatorpediniere che consisteva di quattro cacciatorpediniere
di squadra e cinque cacciatorpediniere della classe "Hunt" (compreso il
polacco Zujawiak), con un certo numero di dragamine ...
Proprio prima dell'alba del 15 giugno la rotta fu cambiata verso Sud-
SudEst in direzione della punta meridionale di Malta e vennero adottate
le disposizioni per la navigazione diurna. Questa prevedeva una scorta
a forma di freccia molto larga, composta dai cacciatorpediniere di squa-
dra a dritta e dai tipi "Hunts" a sinistra, con il Bedouin al vertice della
freccia: l'idea era che le unità di superficie sarebbero quasi inevitabilmen-
te apparse a Nord-Est ...
Ci recammo alle stazioni di tiro antiaeree e constatammo che tutto
fosse a posto in vista di un giorno movimentato. Stavamo per mandare
un turno a colazione quando fu dato l'allarme. Erano passate da poco le
06.00 [corrispondenti alle 05.00 ora italiana N.d.A.]. Pantelleria era ap-
pena apparsa all'orizzonte a 6 ° a sinistra della prua. E là, proprio sulla
destra di Pantelleria, c'erano le navi nemiche.
La luce aumentava rapidamente e noi potemmo scorgere due incro-
ciatori da otto pollici in linea di fila con due cacciatorpediniere che li pro-
teggevano davanti ed altri due dietro. Secondo informazioni avute più tardi,
essi costituivano la VII Divisione al comando del vice ammiraglio Alberto
Da Zara, composta dagli incrociatori Eugenio di Savoia e Montecuccoli e dai
cacciatorpediniere Viva/di, Ascari, Premuda e Maloce//o ...
Queste erano le prime navi nemiche che vedevo. Fu un gran momen-
to, ma non c'era tempo di pensarci. Subito vennero le segnalazioni: "Ne-
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