Page 505 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 505
Nord Africa e soprattutto sul fronte dell'Europa Orientale, che era di pri-
maria importanza per Hitler. Quelle britanniche invece, disponendo di
risorse quasi inestinguibili e di aiuti sempre più massicci da parte degli
Stati Uniti d'America, andavano incrementandosi sempre di più nel tea-
tro operativo del Mediterraneo.
Doveva essere chiaro che la vittoria in questo teatro ed in Nord Afri-
ca avrebbe arriso a chi si fosse assicurato il controllo dei cieli del Mediter-
raneo e quindi le vie del rifornimento marittimo. La "Battaglia di Mezzo
Agosto" dimostrò che ciò non era fattibile per l'Asse con i mezzi aerei
in suo possesso.
Una tale conclusione razionale e realistica forse non venne tratta
dagli Stati Maggiori italiani e germanici nell'agosto del 1942 o, se lo fu,
fattori irrazionali o politici non permisero di prenderla nella dovuta con-
siderazione.
Così i reparti della R.A., impegnati senza sosta contro le forze aeree,
navali e terrestri del nemico, con un divario tecnologico notevole specie
nel campo dei motori, degli armamenti e delle telecomunicazioni, finiro-
no completamente logorati.
Le battaglie di "Mezzo Giugno" e di "Mezzo Agosto", passate alla
storia come le più grandi battaglie aeronavali del Mediterraneo, hanno
messo in evidenza la necessità di uno stretto coordinamento fra le forze
navali e quelle aeree e la necessità della superiorità aerea, almeno locale,
per poter condurre con successo qualsiasi operazione da parte delle forze
di superficie.
509

