Page 504 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Regia Aeronautica era molto elevato a causa delle numerose ore di lavoro
                necessarie per rendere efficienti i suoi vecchi ed obsoleti velivoli, contra-
                riamente a quanto avveniva per i moderni aerei tedeschi e britannici. Inol-
                tre, la  mancanza  di  carburante comportava grosse  difficoltà per la  pre-
                parazione di  un adeguato  numero  di  nuovi  equipaggi  ben  addestrati.
                     L'impiego dell'aerosilurante,  difficile e rischioso, ma molto efficace
                nella lotta antinave, avrebbe richiesto una larga disponibilità di piloti con
                ottima preparazione professionale di base, numerosi velivoli moderni, larga
                dotazione di siluri  e navi-bersaglio  di  vario  tipo e benzina  in  quantità.

                    Inoltre l'insufficiente coordinamento tra gli  Stati Maggiori ed i Re-
                parti della Regia Marina e della Regia Aeronautica, e quindi la possibilità
                di una accurata cooperazione fra navi ed aerei, come pure fra più gruppi
                di aerosiluranti, fra  aerosiluranti e bombardieri e fra aerosiluranti e cac-
                ciatori,  abbassava  ulteriormente il  rendimento  delle  missioni  effettuate.
                    Le continue pressioni del Capo del Governo e del  Comando Supre-
                mo perché l'accrescimento dei reparti aerosiluranti si realizzasse il più ra-
                pidamente possibile ed a qualunque costo,  fecero  sì  che a detti  reparti,
                man mano che si costituivano, venissero assegnati equipaggi sempre me-
                no  addestrati.

                    Nel contempo, all'incremento numerico degli aerosiluranti italiani,
                cui non corrispondeva un miglioramento qualitativo, si contrappose la mag-
                giore esperienza che la  Royal Navy  aveva  acquisito nell'attuare manovre
                evasive e varie forme di difesa dei convogli, nonché la capacità di mano-
                vrare  complesse formazioni  di  navi  sotto l'attacco di  aerosiluranti.
                     Per cui le  missioni degli  aerosiluranti italiani,  che  alloro apparire
                avevano rappresentato una sorpresa ed avevano conseguito successi supe-
                riori alle previsioni,  col prolungarsi del conflitto pur condotti con ardi-
                mento,  perizia  e spirito di  sacrificio,  divennero  sempre meno  efficaci.
                     I risultati conseguiti contro il traffico marittimo britannico nelle grandi
                battaglie di  "Mezzo Giugno"  e "Mezzo Agosto"  furono  infatti inferiori
                a quelli  raggiunti in precedenza. Tuttavia tenendo conto dell'inferiorità
                tecnica dei mezzi rispetto a quelli delle forze aeree britanniche e germani-
                che, la Regia Aeronautica nelle grandi battaglie aeronavali del  1942 con-
                seguì  risultati  di  altissimo livello.
                     Verso la metà del1942 era già evidente che il maggiore logoramento
                l'avevano decisamente subito le forze aeree italiane. Quelle germaniche pur
                con una produzione in aumento erano  pressate anche dagli  impegni in


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