Page 499 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
P. 499

L'attacco degli aerosiluranti si sarebbe sviluppato mezz'ora dopo, alle
           12.45, ai due lati della formazione:  i siluri furono lanciati troppo da lon-
          tano, ''parecchi cacciatorpediniere su/lato sinistro per poco non furono colpiti'', ma
          in definitiva tutte le navi riuscirono ad evitare i siluri con rapide accostate.

               L'attacco  dei  "RE-2001"  si  sarebbe  verificato  alle  13.15:  i  due
           "RE-200 l" le cui sagome erano simili a quelle degli "Hurricane", si avvi-
           cinarono alla portaerei Victorious,  "come se  dovessero  atterrarvi";  la  nave era
           appunto occupata nell'atterraggio dei propri caccia ed i "RE-200 l" pote-
           rono lanciare indisturbati le loro grosse bombe perforanti da 630 kg, una
           delle  quali  colpì il centro del ponte di  volo  della portaerei  Victorious,  ma
           vi scivolò sopra senza esplodere. I due "RE-200 l" si allontanarono prima
           che la  Victorious potesse aprire il fuoco.  L'ultimo attacco dei "CR-42" con
           bombe alari da 100 kg, fu condotto alle  17.50 contro il cacciatorpedinie-
           re Ithuriel che,  dopo aver affondato il sommergibile italiano Cobalto,  diri-
          geva  per  riunirsi  al  grosso:  la  nave  non  riportò danni.

               Gli aerei tedeschi, a loro volta,  furono  intercettati mentre si  avvici-
           navano al convoglio. Di essi,  12 su 20 circa riuscirono ad effettuare il tiro
           in picchiata, danneggiando con una bomba il mercantile Decaulion; alcune
           bombe caddero vicine  ad  altre  unità.  Il  Decaulion,  in  condizioni  di  non
           poter  mantenere la  velocità del convoglio,  ebbe ordine di  costeggiare la
           Tunisia,  accompagnato  dal  cacciatorpediniere  Brahman.
               Ancora  il  12  agosto  alle  15.30  partirono  da  Pantelleria  un  "Cant.
           Z-1007 bis" ed uno "S-79", per svolgere servizio di contatto sul cielo della
           formazione inglese.  L' "S-79", dopo aver lanciato due segnali di  scoperta,
           non diede più comunicazioni e non rientrò alla base. Il "Cant. Z-1 007 bis"
           avvistò e segnalò la formazione navale nella posizione 3r50'N, 09°13'E,
           permanendo  sul  posto  fino  al  termine  dell'azione  dei  reparti  offensivi.
               Ai tuffa tori ed agli aerosiluranti venne dato l'ordine di partire in modo
           da attaccare alle 18.30, giacché a quell'ora, doveva svolgersi anche l'attac-
           co degli  'JU-87" germanici scortati da caccia "ME-109". Partirono nove
           'JU-87" italiani (a grande autonomia), quattordici  "S-79"  aerosiluranti
           e ventotto  "MC-202".
               Gli  'JU-87" poco dopo,  a circa  18  miglia nord-ov.est dall'isola dei
           Cani, avvistarono una parte considerevole del complesso navale britanni-
           co.  Questi "Stuka" lanciatisi a tuffo,  sganciarono le  loro bombe da  500
           kg e gli  equipaggi apprezzarono  di  aver  colpito una nave  da  battaglia  o


                                                                             497
   494   495   496   497   498   499   500   501   502   503   504