Page 498 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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plessivamente 40 siluri, ritennero di aver affondato due mercantili ed un
cacciatorpediniere e di aver colpito una nave da battaglia, tre incrociatori
o cacciatorpediniere e due mercantili.
La terza ondata, composta di soli due "RE-2001" con speciali bom-
be perforanti, guidata sull'obiettivo da un "Cant. Z-1007 bis" e scortata
da cinque caccia "G-50", raggiunse il convoglio alle 13.20 circa, colpen-
do con una bomba una delle portaerei. La grossa bomba, come conferme-
ranno anche gli inglesi, per loro fortuna non esplose.
Nel corso di queste tre azioni si svolsero violenti combattimenti ae-
rei, in cui diversi caccia britannici vennero dati come abbattuti. Quattro
velivoli italiani non rientrarono alla base: uno "S-79" silurante, due "S-84"
bombardieri, un "RE-200 l" caccia bombardiere.
Contemporaneamente all'attacco dei due "RE-2001" doveva attuar-
si quello di un "S-79" radioguidato. Questo, partito dall'aeroporto di Vil-
lacidro in Sardegna ed abbandonato sulla verticale dell'aeroporto stesso
dal pilota !andatosi col paracadute, fu preso regolarmente sotto il radio-
comando del velivolo "Cant. Z-1007 bis" pilotato dal generale Raffaelli,
ideatore dell'aereo telecomandato e guidato verso la formazione inglese.
Giunto in vista delle navi avversarie, per una banale avaria ad un conden-
satore dell'apparato di radiocomando, l'"S-79", non più radioguidato, con-
tinuò la sua rotta perdendosi all'orizzonte e schiantandosi sulle coste
dell'Algeria.
Poco dopo gli attacchi italiani, 37 bimotori 'JU-88" tedeschi attac-
carono le navi britanniche; gli equipaggi riferirono che alcune bombe era-
no cadute assai vicino a due o tre mercantili. Alle 17.30, otto "CR-42"
con bombe alari dell'Aeronautica Sardegna, scortati da 9 "RE-200 l", at-
taccarono ancora il convoglio in posizione 37°35'N, 09°30'E. Gli equi-
paggi ritennero di aver colpito un mercantile. Un velivolo "RE-2001" non
ritornò alla base.
Secondo le relazioni britanniche, l'attacco dei bombardieri italiani
muniti di motobombe si sarebbe verificato verso le 12.15; le navi con ra-
pida accostata a dritta, poterono evitare tutte le motobombe < 2 >.
(2) Le motobombe scendevano col paracadute e, una volta in acqua cominciavano agi-
rare a spirale azionate da un piccolo motore fino all'impatto con il bersaglio. Esse
erano state progettate e costruite in Italia per attacchi contro navi alla fonda ed era-
no ancora in fase sperimentale.
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