Page 493 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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azione, i rapporti britannici affermano che dagli aerosiluranti italiani fu-
rono affondati, oltre il Bedouin, anche il Burdwan e la Kentucky.
Alle 10.50 intanto erano partiti dieci velivoli tuffatori "JU-87" del
102° Gruppo guidati dal loro Comandante, il capitano Cenni, scortati
da venticinque "MC-202" del 155° Gruppo. Alle 12.15 la formazione
avvistò le navi nemiche e sotto la forte reazione della contraerea e della
caccia nemica, iniziò il tuffo da 3500 m di quota sganciando le bombe
da 500 kg sotto i 400 metri di quota, colpì ed affondò un piroscafo da
15.000 tonnellate.
Ancora nella giornata del 15, un ricognitore dell'Aeronautica Sarde-
gna avvistò, alle 07.46 in 37°40'N, 04°15'E, l'incrociatore Liverpool che
navigava a bassa velocità verso Gibilterra al rimorchio di uno dei due cac-
ciatorpediniere che lo accompagnavano.
Alle 10.48 un altro ricognitore avvistò in 3r42'N, 05°36'E il gros-
so delle forze navali nemiche che, composto da una nave da battaglia, una
nave portaerei ed un numero imprecisato di unità di scorta, navigava per
2 55 °, cioè verso Gibilterra, a velocità apprezzata di 16 nodi.
Dato lo scarso numero di siluri disponibili e di aerosiluranti efficien-
ti, partirono contro le forze navali principali soltanto tre aerosiluranti, che
vennero a contatto con le navi alle 12.05 in 3r40'N, 05°05'E. Il fuoco
concentrato delle unità nemiche non permise di portare a termine il lan-
cio dei siluri contro la portaerei. Durante la manovra di allontanamento,
la caccia inglese attaccò un velivolo italiano. Gli altri due siluranti prose-
guirono verso ponente ed attaccarono senza esito l'incrociatore Liverpool
rimorchiato.
Oltre ai velivoli italiani, anche numerosi bombardieri e caccia tede-
schi "JU-87", "JU-88", "ME-109" ed altri attaccarono senza sosta il con-
voglio nemico, pur fortemente contrastati dalla caccia inglese. In una
relazione dell'Ammiragliato britannico si legge:
" ... In questo momento un gran numero di Spitfire stava pattugliando il
cielo .ropra di noi e lo schermo del radar era saturato dai segnali di ricono-
scimento speciali adottati per i nostri aerei e provenienti dai nostri caccia
e da quelli che erano in volo su Malta. Per tale motivo l'avvicinamento
degli aerei nemici non fu registrato e né la forza navale né i nostri caccia
ebbero alcun segnale di avviso.
Il WELSHMAN ed il TROILUS ebbero delle bombe molto vicine. I caccia
di scorta poterono intercettare e distruggere un certo numero di aerei nemici
solo dopo che l'attacco ebbe luogo".
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