Page 491 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il Comando  di  Malta  ritenendo  che  le  navi  italiane  fossero  dirette
           a levante per congiungersi al grosso della squadra uscito da Taranto, di-
           spose un servizio di pattugliamento aereo sullo stretto di Messina, mentre
           una formazione di aerosiluranti era tenuta pronta per ogni evenienza. Co-
           sì il Comandante della forza "X" a tarda notte del14 giugno ebbe notizia
           della  prossima presenza  delle  navi  italiane  nel  Canale  di  Sicilia.
               1115 giugno alle 05.30 la VII Divisione (il cui Comandante dieci mi-
           nuti prima aveva fatto catapultare i due aerei imbarcati "Ro-43", i quali
           per avaria alla radio non poterono comunicare tempestivamente l'esito della
           ricognizione), avvistò le navi inglesi a circa 22 km ed aprì immediatamente
           il fuoco  contro di esse.  Il  Comandante del Cairo  fece  accostare subito  il
           convoglio a dritta, verso le coste tunisine, proteggendolo con una cortina
           di fumo,  ed inviò all'attacco delle navi italiane una squadriglia di caccia-
           torpediniere. Di queste, il Bedouin  ed il Pertridge vennero colpiti dai can-
           noni  della  VII Divisione.  Il  primo,  immobilizzato  per gravi  avarie  alle
           macchine, venne preso a rimorchio dal secondo che ebbe solo un incendio.

                Un'ora dopo circa, alle 07.25, venne intercettata dal centro radio di
           Guidonia e comunicata a Superaereo una richiesta della VII Divisione na-
           vale  di  intervento aereo  offensivo  nel  punto  36° 30'N,  11° lO'E  a  circa
           60 km a Sud-Ovest di Pantelleria. L'Aeronautica Sicilia, già a conoscenza
           della richiesta, dispose la partenza di bombardieri informandoli della pre-
           senza di forze navali nazionali nella zona ed ordinando, per evitare possi-
           bili pericolosi equivoci, di attaccare soltanto unità mercantili. Poco dopo,
           alle 08.00, partirono da Sciacca quattro "S-79" e nove "S-84" bombar-
           dieri per quella che nella "Battaglia di Mezzo Giugno" sarà chiamata "Bat-
           taglia  di  Pantelleria''.

                La formazione degli "S-79", raggiunta la zona dell'obiettivo, notò nu-
           merose unità navali con direttrici varie e due unità in fiamme (quasi certa-
           mente il Bedouin  a rimorchio del Partridge,  con tracce ancora visibili del-
           l'incendio sviluppatosi a bordo).  Non avendo avvistato unità mercantili
           non insistette nella ricerca e decise di rientrare senza sganciare le bombe.
           La formazione degli "S-84", verso le 10.00, avvistò a 60 km a sud di Pan-
           telleria  alcune  navi  mercantili,  tre cacciatorpediniere  e piccole unità di
           scorta. Da quota 3000 m effettuò lo  sgancio e gli  equipaggi ritennero di
           aver colpito due navi.  I velivoli furono intercettati ed attaccati da caccia
           inglesi.  Nel combattimento che  ne  seguì gli  equipaggi  italiani  ritennero
           di aver abbattuto un caccia avversario. Due "S-84" non rientrarono: uno


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