Page 490 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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aver colpito alcune unità. Violenta fu la reazione contraerea. La relazione
                 ufficiale britannica sull'operazione,  riportata  nel  Supplement of the  London
                 Gazette,  afferma che in questi attacchi pomeridiani dei velivoli italiani e
                 germanici, le navi non riportarono alcun danno. In tale relazione è scritto:

                         ''Durante gli attacchi i nostri caccia incontrarono una considerevole oppo-
                         sizione da parte della caccia nemica e non poterono aiutare le navi intercet-
                         tando gli attacchi.  D'altra parte, nonostante un certo numero di colpi vicini,
                         gli attacchi non conseguirono risultati.  La maggior parte delle bombe sgan-
                         ciate da alta quota e qualcuna di quelle dei bombardieri in picchiata cad-
                         de  attorno ai cacciatorpediniere di scorta.  L 'ICARUS fu particolarmente
                        fortunato  nell'evitarle.  Un  attacco ben  condotto fu. effettuato da circa nove
                         aerosiluranti, che volavano in circolo di poppa fuori portata e che tentaro-
                         no di venire contro la forza  navale attaccando dal traverso di dritta.  Fu-
                         rono  effettuate tre accostate di emergenza  verso sinistra, per presentare la
                        poppa  del convoglio  verso  il nemico,  in  modo  che  gli  aerei fossero  forzati
                         a sganciare i loro siluri sotto un angolo molto ampio; per quanto essi fossero
                        giunti  molto  vicini,  non  conseguirono  alcun  successo".

                      Un altro documento britannico aggiunge che le azioni eseguite la se-
                 ra del  14 giugno  1942 furono  ben sincronizzate e che alcuni ufficiali  ri-
                 tennero che gli attacchi degli aerosiluranti fossero stati condotti con maggior
                 vigore. Tre caccia britannici andarono perduti in queste azioni della sera.
                      Verso  le  ore 21.00 del  14 giugno la forza  "W" invertì la  rotta per
                 ponente lasciando che il convoglio procedesse per Malta sotto la protezio-
                 ne  della  forza  "O" condotta  dal  solo  incrociatore  Cairo.


                 c.  La battaglia  di  Pantelleria

                      La VII Divisione navale italiana (incrociatori Eugenio di Savoia e Mon-
                 tecuccoli  con cinque cacciatorpediniere) intanto, la  sera del  13  giugno,  si
                 era trasferita da Cagliari a Palermo al comando dell'ammiraglio Da Zara.
                      Durante la navigazione tra Sardegna e Sicilia fu avvistata ed attacca-
                 ta da un sommergibile inglese che informò, erroneamente, di aver colpito
                 un incrociatore. Da Malta furono fatti partire aerosiluranti "Wellington"
                 che  avvistarono  le  navi  alle  02.55  (ora  italiana)  della  notte fra  il  13  ed
                 il  14 senza  poterle  attaccare.
                      La  sera del  14 la VII Divisione fu  avvistata mentre lasciava il porto
                 di  Palermo  da  un  aereo  da  ricognizione  britannico.



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