Page 485 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Alle l 7.15 il convoglio inglese fu attaccato da cinque aerosiluranti
italiani dell'Egeo. L'azione fu resa assai difficile dall'intensa reazione con-
traerea e dai caccia a protezione delle navi che impedirono ripetutamente
ai velivoli italiani di portarsi in posizione favorevole per il lancio dei silu-
ri. Un velivolo, già con incendio a bordo, lanciò il siluro, ma nella fase
di scampo scoppiò in aria. Gli altri equipaggi, dopo inutili tentativi di
attaccare le navi mercantili e dopo i ripetuti attacchi dei cacèia britannici,
tre dei quali vennero considerati abbattuti, lanciarono i siluri contro gli
incrociatori ed i cacciatorpediniere ritenendo di aver colpito un incrocia-
tore o un cacciatorpediniere. Alla stessa ora circa, il convoglio fu attacca-
to da otto "Cant. Z-1007 bis" e da dieci aerosiluranti della V Squadra.
I bombardieri lanciarono da alta quota 54 bombe e ritennero di aver col-
pito con due bombe una unità di. medio tonnellaggio e con una bomba
un cacciatorpediniere, cosa che successivamente fu confermata dalla do-
cumentazione fotografica.
Gli aerosiluranti italiani, sebbene ostacolati dai caccia inglesi (tre dei
quali furono considerati abbattuti da tiro contraereo) e dalle cortine fu-
mogene, riuscirono a lanciare i loro siluri. L'apprezzamento dei risultati
fu molto difficile, comunque gli equipaggi ritennero di aver messo a se-
gno qualche siluro.
Dai documenti britannici risulta che il complesso degli attacchi aerei
del pomeriggio del 15 giugno fu condotto da una trentina di bombardie-
ri, seguiti alla fine da dieci aerosiluranti italiani; che il bombardamento
da alta quota e cioè quello dei "C nt. Z-1 00 7 bis" della Regia Aeronauti-
ca fu eseguito con precisione da 000 m; che seguì il bombardamento in
picchiata degli "JU-88" della Luft alfe e che, infine, attaccarono da ambo
i lati gli aerosiluranti "S-79", un dei quali fu abbattuto dai "Beaufigh-
ter" di scorta. In questi attacchi imasero danneggiati solamente l' incro-
ciatore Arethusa, la nave camuffar Centurion ed il cacciatorpediniere Nestor;
quest'ultimo così gravemente che dovette essere affondato il giorno seguente.
La squadra navale italiana, il convoglio e la scorta britannici rientra-
rono alle proprie basi la sera del 16. La prima, attaccata verso le 23.00
del 15 da cinque aerosiluranti inglesi tipo "Wellington", accompagnati
da ricognitori bengalieri, ebbe la Littorio colpita a prua da un siluro; la
nave poté tuttavia proseguire ad alta velocità. Gli inglesi, nella notte sul
16, ebbero silurato da un sommergibile germanico l'incrociatore Hermio-
ne, che affondò in pochi minuti.
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