Page 486 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Il convoglio di levante riportò seri danni per azioni aeree; furono af-
fondati due mercantili (Aagtekirk, Buthan), due cacciatorpediniere (il Ne-
stor, di cui si è già parlato, e l'Airedale); furono danneggiati due incrociatori
(il Birmingham e l'Arethusa), una corvetta (Primula), la vecchia nave da bat-
taglia Centurion, una petroliera (Potaro), un mercantile (City o/Calcutta). Dai
documenti britannici non risulterebbe alcun successo degli aerosiluranti
italiani. Invece per quanto riguarda i danni arrecati con gli attacchi dei
bombardieri nel pomeriggio del 15, dai documenti stessi può ritenersi che
i "Cant. Z-1007 bis" della V Squadra abbiano concorso al danneggiamento
di qualcuna delle unità colpite in quel pomeriggio: Arethusa, Centurion, Ne-
ston. Il convoglio britannic-o impegnato nell'Operazione "Vigorous" do-
vette così rientrare ai posti di partenza con grosse perdite e senza alcun
successo nel suo scopo che era quello di rifornire Malta.
b. Operazione "Harpoon"
Il convoglio che, con lo stesso scopo, proveniva da occidente, costi-
tuito da 5 mercantili ed una petroliera, attraversò lo Stretto di Gibilterra
nella notte del 12 giugno. Esso era fortemente protetto dalla forza "X"
e dalla forza "Z" al comando dell'ammiraglio Curteis.
Il Mediterraneo occidentale venne interamente esplorato senza sosta
da velivoli italiani e germanici. La forza navale inglese, suddivisa come
al solito in più gruppi, venne avvistata sin dal 13 giugno alle ore 09.00
e seguita con continuità dai ricognitori italo-tedeschi, che si avvicendaro-
no nel cielo dell'obiettivo durante l'intera giornata. Attraverso i dati for-
niti dall'osservazione aerea, la consistenza del complesso navale inglese venne
approssimativamente supposta in una nave da battaglia, due navi portae-
rei, quattro incrociatori, più cacciatorpediniere e mercantili in numero
imprecisato.
Pur considerando che le forze britanniche si trovavano al limite del
raggio d'azione dei velivoli offensivi italiani, su ordine di Superaereo, alle
19.30 del14 giugno, partirono dalla Sardegna sette aerosiluranti "S-79"
per attaccare alle ultime luci del giorno. Ma le navi non furono avvistate
per cui i velivoli rientrarono dalla missione con esito negativo.
Superaereo dispose inoltre che affluissero in Sardegna anche sei ae-
rosiluranti del II Nucleo addestramento di Napoli e cinque del III Nucleo
addestramento di Pisa con equipaggi formati da istruttori e da allievi da
scegliere tra i più addestrati. Al mattino del 14 furono così disponibili
per l'azione:
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