Page 492 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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fu visto precipitare in fiamme: tre componenti l'equipaggio, lanciatisi col
paracadute, furono salvati poi dagli idrovolanti del soccorso aereo italia-
no. Dell'altro non si conobbe la sorte.
Alle 09.00 partirono da Gerbini in ricognizione offensiva tre aerosi-
luranti "SM-79" dell32 ° Gruppo. Alle 10.30 la pattuglia avvistò tre gruppi
di cacciatorpediniere, ma nello stesso momento un ''Beaufighter'' attaccò
ripetutamente gli aerei italiani che, colpiti, furono costretti ad interrom-
pere la missione e ad atterrare a Pantelleria.
Intorno alle 12.30, due di questi aerosiluranti, ai comandi rispetti-
vamente del maggiore Buscaglia e del sottotenente Aichner si accingevano
a ridecollare insieme, scortati da caccia "MC-202" del 51° Stormo per
attaccare le navi nemiche. RipartÌ l'"S-79" di Buscaglia. Mentre quello
di Aichner, riparata un'avaria al motore, decollò isolatamente poco dopo
senza scorta, e avvistò un cacciatorpediniere britannico a circa 60 km a
Sud-Ovest di Pantelleria. Si trattava del Bedouin che, non più a rimorchio
del Partridge, dirigeva verso Ovest (uno dei suoi due motori era in perfetta
efficienza e contava di arrivare a Gibilterra come ebbe a dire poi il suo
Comandante).
Il Bedouin, seguito dal Partridge che era nelle vicinanze, immediata-
mente aprì il fuoco con tutte le armi di bordo contro il trimotore italiano.
Il sottotenente Aichner col suo equipaggio, incuranti della contraerea, che
già aveva colpito il loro "S-79", continuarono l'attacco. E da circa 400
m di distanza, a poche decine di metri di quota, infilarono il loro siluro
su un fianco del Bedouin che capovoltosi affondò in pochi minuti: erano
le 13.25 ora italiana. Nel suo estremo tentativo di difesa il Bedouin, poco
prima di affondare, rius.cì a colpire nuovamente l'aereo italiano abbatten-
dolo. Un idrovolante del Soccorso Aereo italiano, verso il tramonto, trasse
in salvo l'equipaggio dell'"S-79" italiano. Anche l'equipaggio del caccia-
torpediniere britannico venne salvato da un idrovolante italiano e da una
nave della C.R.I. e fatto prigioniero < 1 >.
L'affondamento del Bedouin allora venne erroneamente accreditato ai
cannoni della VII Divisione Navale dell'ammiraglio Da Zara.
Alle 13.28 l' "S-79" del maggiore Buscaglia silurò un piroscafo già
in avaria e rientrò alla base alle 14.10. Per quanto riguarda quest'ultima
(l) Cfr. Appendice A: Lettera di B.G. Scurfield, Comandante del Bedouin, e racconto
del sergente pilota W. Omiccioli.
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